È un terremoto politico quello generato dall’incarico della Provincia di Foggia, conferito direttamente dal dirigente provinciale Luciano Follieri, all’amministratrice viestana Graziamaria Starace.
Il presidente provinciale e sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti dopo la sfiducia di Pd e Con rischia di perdere per strada anche Antonello Di Paola, consigliere di Azione eletto con la Lista Nobiletti e Mario Dal Maso pentastellato eletto sempre con la civica del presidente.
L’incarico assegnato alla sua fedelissima garganica riguarda il supporto tecnico-operativo al Responsabile Unico del Procedimento (Rup) per la gestione di un appalto da oltre 16 milioni di euro. Tale appalto concerne un Accordo Quadro per il servizio di assistenza specialistica finalizzato all’integrazione scolastica degli alunni disabili nelle scuole superiori e degli studenti audiolesi in tutti gli ordini di istruzione fino al 2027.
Starace, inoltre, si occuperà di progettazione, comunicazione e formazione per il Servizio Civile Universale, con particolare attenzione a progetti in linea con le direttive nazionali, al fine di garantire qualità ed efficacia delle attività sociali della Provincia di Foggia.
In Consiglio comunale a Foggia tra gli eletti provinciali c’è forte fibrillazione. L’esperienza è più che finita per l’emilianista Pasquale Ciruolo, che parla di un atto “spregevole” e annuncia una opposizione feroce atto su atto nelle prossime settimane se Nobiletti non ritirerà in autotutela la determina. “Si comporta come un podestà” .

È ottimista Dal Maso. “Parlerò con Nobiletti e spero che già in giornata ci ragguaglierà”. Deve invece confrontarsi con il partito e con Sergio Clemente, Di Paola. Netta Annarita Palmieri dei dem: “Il presidente può fare tutto senza i consiglieri, non credo che Nobiletti si dimetterà. Anche sul bilancio può forzare e andare avanti”.
Secondo la riforma, infatti, il Consiglio sul bilancio può essere bypassato dall’Assemblea dei Sindaci con i voti che rappresentino almeno un terzo dei comuni compresi nella Provincia e la maggioranza della popolazione complessivamente residente.

“Per quello che conta questa amministrazione provinciale può andare avanti – continua Palmieri -, il bilancio lo può approvare da solo. Io ci sono andata pochissimo. Ci sono state poche riunioni, siamo stati convocati pochissimo, non ricordo una convocazione di maggioranza da parte del presidente. Questo ultimo atto non è corretto. C’è poco da dire, noi siamo stati coerenti, come Pd già non avevano accettato nessuna delega. Io
essendo l’unica donna dovevo avere la vicepresidenza, ma ho rifiutato seguendo le indicazioni del partito”.









