Condannato a 15 anni di reclusione Nicola Valletta, 38 anni, ritenuto l’esecutore materiale del duplice tentato omicidio ai danni di Ciro Stanchi e Alessio Di Bari, sfuggiti alla morte il pomeriggio del 20 settembre 2020 a Foggia. Il gup del Tribunale di Bari ha invece assolto Andrea Gaeta, 53 anni, della famiglia Gaeta “Spaccapallin” di Orta Nova, accusato di concorso morale nell’agguato. La pm aveva chiesto 15 anni e 8 mesi per Valletta, 11 anni e 8 mesi per Gaeta.
L’agguato di viale Europa
L’attacco avvenne in pieno giorno, quando due sicari su uno scooter affiancarono la “Fiat Panda” su cui viaggiavano Stanchi e Di Bari. Tre colpi di pistola furono esplosi, infrangendo il lunotto dell’auto, ma senza ferire i due uomini. Secondo l’accusa, l’episodio rappresentava una ritorsione del clan Moretti-Pellegrino-Lanza per vendicare l’omicidio di Rodolfo Bruno, cassiere del gruppo, ucciso nel novembre 2018 in un bar sulla circumvallazione di Foggia.
Le indagini e gli arresti
Valletta e Gaeta furono arrestati il 3 giugno 2023. Valletta, già detenuto per il blitz “Decimabis”, nel quale è stato condannato in primo grado a oltre 12 anni per mafia ed estorsioni, avrebbe partecipato all’agguato come esecutore materiale. Gaeta, ritenuto vicino al clan, fu accusato di aver rimproverato Valletta per aver fallito il tentato omicidio.
Le indagini si sono basate su intercettazioni, nonostante l’uso di sistemi di comunicazione criptati come Skyecc, e sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Per il gup, le prove raccolte contro Valletta sono state ritenute sufficienti per condannarlo, mentre per Gaeta, le intercettazioni non hanno fornito certezza del coinvolgimento.
Le dinamiche mafiose e il contesto criminale
Stanchi, obiettivo dichiarato dei sicari, è ritenuto vicino al clan rivale Sinesi-Francavilla. Sebbene abbia negato di appartenere a organizzazioni mafiose, l’episodio si inserisce in una lunga scia di vendette e regolamenti di conti tra i gruppi criminali foggiani.
Pasquale Moretti, al vertice del clan Moretti, è stato sospettato come mandante dell’agguato, ma non è stato incriminato per mancanza di prove.
Intercettazioni e difesa
Uno dei punti centrali del processo è stato l’utilizzo delle intercettazioni criptate, ottenute grazie a un’indagine dell’Europol sulla criminalità organizzata europea. La difesa ha sostenuto che le conversazioni non fossero utilizzabili per motivi procedurali e che non vi fosse certezza sull’effettiva disponibilità dei dispositivi da parte degli imputati.
Il gup ha accolto questa tesi per Gaeta, portando alla sua assoluzione, mentre ha condannato Valletta sulla base delle prove raccolte.
Il Comune di Foggia parte civile
Il Comune di Foggia, costituitosi parte civile nel processo, ha accolto la sentenza come un segnale importante nella lotta alla criminalità organizzata. La vicenda rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa battaglia contro le mafie locali, che continuano a insidiare il territorio foggiano.
La sentenza potrà essere impugnata in appello, mentre resta alta l’attenzione sulla lotta ai clan mafiosi che continuano a segnare la Capitanata con una lunga scia di violenza e paura.









