La presentazione del libro “Il grifone. Come la tecnologia sta cambiando il volto della ‘ndrangheta”, scritto dal procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri con Antonio Nicaso, in un affollatissimo Auditorium di Santa Chiara ha messo il sigillo alla XIV edizione del Foggia Film Festival.
La conversazione con il direttore artistico della kermesse, Pino Bruno, ha toccato vari temi, e non solo quelli più congeniali all’attività del procuratore: dalle difficoltà anche culturali che sta vivendo il mondo occidentale alla diffusione di un Islam “vorace” anche in Europa con cui bisogna fare i conti anche per motivi anagrafici, visto il calo di natalità che interessa tutti i Paesi occidentali.
E poi un ritratto delle mafie moderne, quelle “che sparano sempre meno e rischiano sempre meno, movimentando milioni di euro in pochi secondi grazie al web, dalle loro case”. Affari apparentemente sempre più puliti e globali, quelli della criminalità organizzata, che portano la gente comune a sottovalutare il problema, affari che rendono le mafie “sempre più ricche, e sempre più in grado di dare risposte, seppure falsate”, che lo Stato non sa dare”. Una criminalità che rispetto alle competenze tecnologiche è spesso troppo avanti rispetto alle risposte che le forze dell’ordine possono mettere in campo per vari motivi. La conversazione è stata arricchita dal racconto di numerosi episodi relativi all’attività investigativa condotta da Gratteri in Italia ma anche all’estero.
Non è infine mancato l’apprezzamento per la rassegna che lo ha ospitato: “Quello che fate voi dovrebbe avere l’appoggio dei ministeri della cultura e dell’istruzione. La cultura, la bellezza non possono basarsi solo su attività di volontariato. Bisogna che questo tipo di iniziative abbiano una struttura consolidata, che ne garantisca la continuità a prescindere dalle persone che le animano”.
Dopo la proiezione di alcuni cortometraggi fuori concorso, sul palco è salito l’attore foggiano Gianmarco Saurino, presidente della giuria del Festival, intervistato dalla giornalista ed esperta di cinema Paola La Sala. La conversazione ha spaziato dai primi passi nel Teatro dei Limoni alle fiction che lo hanno reso popolare ai suoi gusti in fatto di cinema (“mi piace tutto tranne l’horror perché mi fa paura”…) ma soprattutto alle ultime scelte: “A questo punto della mia carriera – ha detto l’attore – posso permettermi il lusso di fare delle scelte. E vedo che le mie scelte prendono sempre di più la direzione dell’impegno verso i diritti civili”. In questo quadro rientra sicuramente la sua partecipazione alla serie internazionale “Kabul”, sull’occupazione dell’Afghanistan da parte dei talebani, oppure nella produzione dedicata ad Elisa Claps e alla ricerca di verità da parte della famiglia. Ma rientrano in questa casistica anche i ruoli nei film “Maschile singolare” (2021) e “Maschile plurale” (2024) che affrontano i temi della comunità LGBTQIA+. E nel futuro? Le riprese della terza stagione della serie “La legge di Lidia Poet”, una tournée teatrale su un lavoro di Ivan Cotroneo e nell’immediato un “salto” al teatro dei Limoni: “Nel prossimo fine settimana saremo Lì con Lino Guanciale come attore e regista per Flusso, un lavoro scritto da Christian di Furia, autore della compagnia di via Giardino”.
Il sipario è infine calato sulla XIV edizione del Foggia Film Festival con la cerimonia di premiazione delle sezioni Feature Films, Documentary, Short Movies, University, High School. La cerimonia, condotta dai direttori artistico e organizzativo del Festival, Pino Bruno e Maurizia Pavarini, da Gianmarco Saurino, e dall’attrice Marina Savino, ha visto la partecipazione di Alice Amatore, assessora alla cultura del Comune di Foggia, e del prof. Aldo Ligustro, presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia.
Non cala però il sipario sull’Omaggio a Mastroianni, la mostra di manifesti cinematografici allestita dalla biblioteca “Magna Capitana” nella Galleria d’arte contemporanea di Palazzo Dogana e visitabile fino al 28 dicembre.
Il Festival è promosso e co-organizzato dal Centro di Ricerca di Teatro e Cinema “La Bottega dell’Attore-Teatro Studio Dauno Aps” e il Comune di Foggia, in collaborazione con il Polo biblio-museale di Foggia, il contributo di Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e Coop Alleanza 3.0 per il sociale.
L’iniziativa rientra nell’intervento “Promuovere il Cinema 2024”, finanziato dalla Regione Puglia e realizzato dalla Fondazione AFC a valere su risorse POC Puglia 204-2020, Azione 6.7.










