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Home - Inchiesta su Pisicchio: nelle carte spunta Recordare, il “riservato” della ‘Ndrangheta con interessi a Bari

Inchiesta su Pisicchio: nelle carte spunta Recordare, il “riservato” della ‘Ndrangheta con interessi a Bari

Il nome del broker, già al centro di un servizio di "Report", potrebbe far tremare il Comune barese, nell'occhio del ciclone dopo le ultime operazioni dell'Antimafia

Di Francesco Pesante
11 Aprile 2024
in Inchieste
Roberto Recordare

Roberto Recordare

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Fiumi di contanti e finanziamenti illeciti al partito “Iniziativa Democratica” nelle carte dell’inchiesta sui fratelli Pisicchio. L’ordinanza di 244 pagine della gip Ilaria Casu fa luce su una articolata storia fatta di presunte corruzioni, truffe e turbata libertà degli incanti nelle gare d’appalto. La genesi dell’indagine trae origine dalle dichiarazioni dell’ingegnera Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia.

Le indagini hanno “disvelato, secondo il pm, l’esistenza di un collaudato meccanismo corruttivo, trasformatosi nel tempo in un vero e proprio sistema”.

Centrale il ruolo di Enzo Pisicchio detto Roberto e di suo fratello maggiore Alfonsino, quest’ultimo ex assessore della Giunta Emiliano, rimosso dal vertice dell’agenzia Arti proprio ieri, poche ore prima della divulgazione della notizia dell’arresto da parte della Guardia di Finanza.

Stando all’impianto accusatorio, i due fratelli Pisicchio (entrambi finiti ai domiciliari) avrebbero ricevuto contributi in denaro pari ad almeno 156mila euro in contanti in loro favore e a favore del partito politico ‘Iniziativa Democratica’ corrisposti dalle società BV-Tech Spae Progesi Spa. Questi soldi sarebbero arrivati in forma indiretta mediante l’interposizione fittizia dell’imprenditore Giovanni Riefoli (domiciliari) che avrebbe ottenuto il denaro quale corrispettivo per la società Plus Innovation per prestazioni di consulenza per poi consegnarlo ad Enzo Pisicchio.

Inoltre i due Pisicchio avrebbero istigato Riefoli all’emissione di fatture per operazioni inesistenti per conseguire un finanziamento illecito al partito “Iniziativa Democratica”. Per gli inquirenti un “pactum sceleris”.

Nelle carte spuntano appalti anche al Comune di Bari. Nel mirino di chi indaga Francesco Catanese (ai domiciliari), Rup dell’appalto per l’affidamento delle attività di supporto alla gestione e riscossione volontaria e coattiva della Tarsu/Tares/Tari e dell’Ici/Imu.

L’uomo, insieme a Gianfranco Chiarulli, componente della commissione di gara, Giovanni Riefoli, amministratore di fatto di Golem Plus S.r.l. e legale rappresentante di Plus Innovation srl e ai Pisicchio, intermediari nel rapporto illecito tra imprenditore e pubblici ufficiali, avrebbe favorito proprio la Golem Plus, quest’ultima in Rti (Raggruppamento temporaneo di imprese) con Creset spa e Arca Servizi srl.

Alfonso Pisicchio

In particolare Catanese e Chiarulli avrebbero compiuto “atti contrari ai doveri d’ufficio” per favorire la Golem nell’aggiudicazione dell’appalto ricevendo in cambio da Riefoli l’assunzione nella Plus Innovation srl di Maria Fiore (moglie di Catanese) e la promessa dell’assunzione del figlio per quanto riguarda Chiarulli. Tutto sarebbe avvenuto con l’intermediazione dei fratelli Pisicchio a loro volta destinatari di ulteriori utilità da Riefoli (denaro, assunzioni, promesse di assunzioni ed il finanziamento illecito al partito) per l’opera di intermediazione svolta nel rapporto illecito tra l’imprenditore ed i pubblici ufficiali.

Sempre a parere degli inquirenti, “Enzo Pisicchio ed Alfonsino Pisicchio (quest’ultimo anche con abuso della sua qualità di assessore regionale) concorrevano quali intermediari compiendo una serie di condotte di istigazione, determinazione ed agevolazione del pactum sceleris per tutto il periodo della gara, dalla predisposizione del bando sino alla aggiudicazione definitiva”.

I due avrebbero ottenuto il finanziamento al partito, ma non solo. Per Enzo Pisicchio ci sarebbe stato l’acquisto/pagamento di mobili, feste private, un apparecchio cellulare, un tablet, un’automobile, nonché l’assunzione fittizia della figlia per un valore complessivo di 52.523 euro.

In favore dell’ex assessore regionale, invece, il sistema delle assunzioni nelle aziende gestite dallo stesso Riefoli di persone da lui stesso indicate, che a loro volta gli avrebbero garantito la preferenza elettorale.

Spunta Roberto Recordare, “riservato” della ‘Ndrangheta

Fa rumore il nome della Golem Plus srl. Nell’ordinanza si legge che “all’epoca dei fatti il capitale sociale della società era così distribuito: Andrea Di Natale, 35% delle quote; Isabella Loffredo, sua moglie, 30% delle quote; Golem Malta Limited, 35% delle quote, il cui legale rappresentante è Roberto Recordare, socio e rappresentante legale di numerose società (ubicate a Roma, Cremona e in diverse città calabresi) aggiudicatarie di appalti pubblici in Calabria e Sicilia unitamente alle aziende del Riefoli. Attualmente la Golem Malta Limited non è più proprietaria di quote societarie della Golem Plus Srl, avendole cedute al Di Natale che ora possiede il 70% dell’intero capitale sociale”.

“Per completezza di informazione, si evidenzia, anche, che il Recordare – riportano sempre gli atti giudiziari – è stato legale rappresentante dell’Arca Servizi Srl (dal 20.05.2019 al 05.07.2019), attualmente rappresentata Antonina Murdica, in passato segretaria del broker. L’Arca Servizi Srl, con sede legale a Cremona, costituita il 27.07.2006, ha come attività prevalente le attività connesse all’accertamento e alla riscossione tributi ed ha quali soci la Golem Malta Limited, titolare di quasi tutto il capitale sociale, ed Andrea Avanzini“.

E ancora: “La partecipazione dell’Arca Servizi alla gara in questione in Rti con la Golem Plus Srl è da ricondurre al rapporto di amicizia esistente tra il Riefoli e il Recordare, che li ha già portati in passato a partecipare insieme a diverse gare d’appalto in altre pubbliche amministrazioni (soprattutto calabresi)”.

Ma chi è Roberto Recordare? L’uomo nel 2021 finì su diversi giornali e programmi tv, compresi Repubblica e Report. Un articolo di Carlo Bonini e Alessia Candito era così titolato: “Le mani della ‘ndrangheta sull’anagrafe digitale dei Comuni”. All’epoca Roberto Recordare fu così descritto: “Ufficialmente imprenditore di Palmi ma considerato un ‘riservato’ delle cosche calabresi, a capo di un impero che vende software gestionali alle amministrazioni”. Per “riservato” si intende una persona sconosciuta ai livelli più bassi dei clan, ma nota soltanto ai vertici, al gotha della ‘Ndrangheta.

“Nel corso degli anni – scrisse ancora Repubblica – Recordare ha costruito un impero sui software per la Pubblica amministrazione, che è riuscito a vendere – è lui stesso a vantarsene – a quasi 800 amministrazioni, enti, società in-house. Al cuore dell’impero di Recordare c’è una ltd company con sede a Malta, la Golem Malta Limited, azionista della Recordare holding limited, sempre maltese, che a sua volta controlla la Golem Eeig, altra scatola con base sull’isola, partecipata da almeno altre quattro società riconducibili all’imprenditore di Palmi. E questo solo per fermarsi alla superficie”.

Report su Rai 3 andò anche oltre: “Il suo ufficio – svelarono in una puntata del novembre 2021 (video sotto) – si trova al centro di Palmi dove ha sede la Golem Software, una piccola azienda di informatica che gestisce i servizi anagrafici e tributari del Comune di Bari, Verona, Bollate e decine di paesi calabresi”. Più recentemente, nelle carte del Comune di Bari – in particolare nella pubblicazione del quarto trimestre 2023 del capitolo finanziario ‘aggi di riscossione’ (foto in basso) -, appaiono pagamenti alla Rti Creset Spa-Innovative Ant srl-Golem Net Srl per circa 140mila euro. La questione potrebbe creare non pochi imbarazzi dopo l’accesso della commissione in Comune e la portata mediatica delle iniziative del sindaco Antonio Decaro.

L’inviato di Report fece visita all’abitazione dove Recordare conserva gelosamente una serie di quadri da lui stesso realizzati: tra questi persino uno ritraente il procuratore Nicola Gratteri con sembianze da diavolo. “Il broker, ritenuto riservato e membro occulto delle ‘ndrine – evidenziarono durante l’approfondimento -, avrebbe messo in piedi un colossale sistema di riciclaggio per ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra”. Secondo Report, “potrebbe aver riciclato circa 500 miliardi di dollari per conto di ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e del clan dei Casalesi”. Sarebbe “lo schema di riciclaggio più imponente della storia italiana”. Il diretto interessato respinge ogni accusa.

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Tags: recordare
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