È stata approvata col 99,62% dei voti favorevoli l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore creditizio e finanziario, presentata unitariamente da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin. Lo rendono noto le segreterie provinciali dei sindacati.
In provincia di Foggia, il percorso assembleare tenutosi gli scorsi 8 e 9 febbraio 2024 e denominato “Una nuova stagione per retribuzioni, diritti, tutele, occupazione e gestione delle trasformazioni” termina registrando la numerosa partecipazione di lavoratrici e lavoratori.
L’accordo si caratterizza per una serie di punti qualificanti e d’avanguardia: incremento economico, riduzione dell’orario di lavoro, staffetta generazionale ed istituzione di una cabina di regia che consenta di precorrere i tempi alla luce delle galoppanti transizioni ecologica e digitale in atto nel settore.
“Ci troviamo di fronte ad un passaggio storico, decisivo per il lavoro, per il credito, per la finanza, per l’economia e, in generale, per il Paese. L’anima del settore è contesa tra le opportunità offerte dalle grandi trasformazioni (digitale, ecologica e socio-demografica) e le debolezze di un modello di sviluppo troppo orientato al profitto e alla rendita in cui tutte le crisi più recenti – dall’emergenza pandemica all’impennata inflazionistica determinata dalla guerra in Ucraina – hanno amplificato l’impatto negativo su retribuzioni, occupazione, diritti e welfare. Il contratto collettivo nazionale di lavoro è la chiave di volta per rispondere ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori e, al contempo, per cogliere le sfide imposte dal prossimo futuro e per governare le imminenti trasformazioni”.
“Il trend in atto, in assenza di adeguati correttivi, determina un’eccessiva concentrazione, riduce l’occupazione e, in prospettiva, impoverisce il Paese. Di fronte al rischio di smarrimento della funzione sociale del credito e del risparmio e alla “desertificazione dei nostri territori”, le lavoratrici e i lavoratori rappresentano il vero motore dell’economia reale, presidio di legalità a sostegno dell’operato di famiglie, società civile ed imprese”.










