“Non doversi procedere in ordine ai reati loro rispettivamente ascritti perché estinti per intervenuta prescrizione”. Finisce con un nulla di fatto il processo ai “furbetti del cartellino”.
La sentenza, giudice Giuliani, ha chiuso il procedimento penale a carico di Raffaele Abatescianni, Aldo Ciavarella, Giuseppe Ciociola, Filippo Di Franco, Alessandra Grosso, Rita Luigia Nigri, Nicola Orlando, Matteo Palmieri, Raffaele Palumbo, Giovanni Signoriello, Antonio Stanchi, Carmen Celentano, Pasquale Di Paola, Luigi La Manna, Angelo Moscariello, Francesco Pilla, Maria Antonietta Ricci, Francesco Stramaglia, Raffaele D’Agrosa, Michele Mucciarone, Carmela D’Onofrio, Giovanni Perna, Silvia Caiafa e Patrizia Colecchia.
L’operazione risale agli inizi del 2018. Venti dipendenti del Comune di Foggia presso la sede del Servizio Integrato Attività Economiche in via Sant’Alfonso Maria De Liguori vennero beccati dai carabinieri per assenteismo. 13 finirono ai domiciliari, 7 semplicemente sospesi dall’incarico. Praticamente tutto l’ufficio.
A turno tutti avrebbero marcato il cartellino per conto degli altri favorendo una pratica diffusa di assenteismo. Stando all’impianto accusatorio dell’epoca, i dipendenti uscivano per fare la spesa o persino recarsi in palestra. Qualcuno venne visto arrivare vestito in un modo e tornare qualche ora dopo in tuta. Altri con buste della spesa. “Nonostante i timori, o la quasi certezza di essere scoperti, continuavano ad assentarsi”, riferirono i carabinieri evidenziando un danno erariale per migliaia di euro. “Uno di loro tentò di rimuovere una delle nostre telecamere con la scopa”. Periodo delle indagini (partite grazie ad una segnalazione) febbraio-aprile del 2015. Tutto prescritto.











