A fare shopping o in palestra, ecco i fannulloni del Comune di Foggia. Il dirigente timbrava per la moglie

Intere giornate passate senza lavorare. Si timbrava il cartellino la mattina e si tornava la sera, all’orario di chiusura dell’ufficio. Venti dipendenti del Comune di Foggia presso la sede del Servizio Integrato Attività Economiche in via Sant’Alfonso Maria De Liguori (nei pressi del cavalcavia di via Manfredonia) sono stati beccati dai carabinieri per assenteismo. 13 ai domiciliari, 7 semplicemente sospesi dall’incarico. Praticamente tutto l’ufficio. Sono 26 i dipendenti presenti in quella sede. Soltanto sei non sono stati fermati dai carabinieri ma risultano indagati. Nei guai il dirigente del Servizio Attività Economiche del Comune di Foggia, Antonio Stanchi che timbrava il cartellino per conto della moglie (una delle persone sospese) e osservava gli altri dipendenti badgiare per conto dei colleghi. Stanchi, in qualità di dirigente, non aveva l’obbligo di marcare il cartellino ma i favori alla sua consorte potrebbero costargli molto caro.

A turno tutti marcavano il cartellino per conto degli altri. Così da poter andare in giro a fare la spesa, in pescheria, al supermercato o persino in palestra. C’è anche chi è stato visto arrivare vestito in un modo e tornare qualche ora dopo in tuta. Altri avevano le buste della spesa. Il periodo delle indagini (partite grazie a una segnalazione) è quello che va da febbraio ad aprile del 2015. In quel lasso di tempo vennero beccati alcuni dipendenti della Provincia ma questo non fermò le “attività” in via De Liguori. “Nonostante i timori, o la quasi certezza di essere scoperti, continuavano ad assentarsi. Uno di loro (Filippo Di Franco, ndr) tentò di rimuovere una delle nostre telecamere con la scopa”, hanno riferito i carabinieri.

Le misure sono state emesse dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica. Presso la sede del Servizio Integrato Attività Economiche del Comune vi era un sistema da tempo consolidato posto in essere dagli impiegati allo scopo di assentarsi ripetutamente dal posto di lavoro.
In pratica ogni indagato garantiva, a turno, la presenza degli assenti marcando al loro posto i badge marcatempo, fino anche ad una decina contemporaneamente.
La comparazione dei dati estrapolati dai tabulati delle presenze (contabilizzate e remunerate agli indagati) registrate dal marcatempo con i dati estratti dalle telecamere installate e riscontrati in molti casi dai servizi di osservazione, ha permesso di appurare la condotta illecita degli indagati, i quali truffavano in maniera costante e continuata l’Amministrazione Comunale da cui dipendevano, attestando falsamente la presenza in ufficio, sia uscendo senza timbrare il cartellino marcatempo, sia arrivando in ritardo o uscendo in anticipo ed in alcuni casi non presentandosi proprio sul luogo di lavoro, facendo timbrare il proprio badge ai colleghi compiacenti. È in corso di accertamento il danno erariale consumato dai destinatari delle odierne misure ma si parla di migliaia di euro.
Spicca la figura del dirigente Stanchi che timbrava in entrata il cartellino marcatempo della moglie per poi andarla a prendere a casa e portarla in ufficio. In alcune occasioni, la moglie non si presentava proprio in ufficio e Stanchi le timbrava il badge in entrata ed in uscita. 

Questo l’elenco degli impiegati sottoposti alle misure cautelari degli arresti domiciliari:
ABATESCIANNI Raffaele, classe 54 di Foggia
CIAVARELLA Aldo, classe 52 di Foggia
CIOCIOLA Giuseppe, classe 56 di Monte San’Angelo
DI FRANCO Filippo, classe 66 di Foggia
GROSSO Alessandra, classe 83 di Foggia
MITOLI Giancarlo, classe 50 di Foggia
NIGRI Luigi Rita, classe 53 di Foggia
ORLANDO Nicola, classe 61 di Manfredonia
PALMIERI Matteo, classe 64 di Foggia
PALUMBO Raffaele, classe 51 di Foggia
SIGNORIELLO Giovanni, classe 56 di Foggia
STANCHI Antonio, classe 51 di Troia
VIRGILIO Antonio, classe 63 di Foggia

Altri sette impiegati stati sottoposti alla misura cautelare personale interdittiva consistente nella sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici.