Cambia la musica nel carcere di Foggia. Dopo l’arrivo di un nuovo comandante della penitenziaria, il romano Claudio Ronci, stavolta con incarico in pianta stabile, il penitenziario è stato “rivoltato come un calzino”. Lo rende noto il sindacato Sappe che in passato ha più volte denunciato il sovraffollamento e le difficoltà degli agenti sotto organico a contrastare i detenuti più violenti.
“Grazie alle numerose prese di posizione del segretario generale del Sappe Donato Capece, il capo del Dap ha deciso di mandare nel carcere foggiano un comandante di reparto in pianta stabile ed i risultati si sono visti subito – riporta una nota del sindacato firmata dal segretario nazionale Federico Pilagatti -. Infatti da allora le perquisizioni interne al carcere, quasi dimenticate, sono state riesumate con ottimi risultati sia per quanto riguarda il sequestro di materiale proibito (telefonini, droga, armi rudimentali), sia per il contenimento dei detenuti violenti a cui è stato mandato un messaggio chiaro e cioè che devono rispettare le leggi che regolano il sistema penitenziario, nonché i poliziotti e gli altri detenuti”.
Per far capire meglio il messaggio, la notte scorsa il carcere di Foggia “è stato rivoltato come un calzino – evidenziano dal Sappe -, con l’impiego di oltre 150 unità tra personale del carcere, gruppo cinofilo, poliziotti provenienti da altre carceri della Puglia e della Basilicata, nonché dal gruppo di pronto intervento arrivato per coadiuvare i poliziotti foggiani nel riportare il carcere sotto controllo. Anche in questo caso è stata sequestrata droga, armi rudimentali e altro materiale proibito”.
Dopo questi eventi Il Sappe auspica che “la legalità, dopo tanto tempo, rientri presto nel carcere e questa notizia non deve solo far piacere ai poliziotti da tempo offesi e minacciati oppure ai detenuti più deboli sopraffatti dai più violenti, ma anche al prefetto di Foggia poiché un carcere più sicuro dà garanzie e fiducia all’intero territorio. Sicuramente i problemi non sono risolti poiché il cammino del completo controllo della situazione che era completamente sfuggita di mano non è facile (si aspettano colpi di coda da parte di taluni detenuti), ma siamo sicuri che con la professionalità, il coraggio del nuovo comandante, del suo staff e del personale di polizia penitenziaria di Foggia sarà possibile rinverdire i fasti per cui il carcere di Foggia nel passato, era un modello per i penitenziari della nazione”.









