Nonostante l’apprezzamento social, la marea di like e, soprattutto, le vittorie a Sanremo Giovani e Tale e Quale Show, il cantante foggiano Luca Gaudiano continua ad essere snobbato dal sistema musicale italiano. Lo ha affermato lui stesso durante un’intervista concessa a “Il Fatto Quotidiano”.
“Il mio percorso ha avuto indubbiamente uno sviluppo strano – ha spiegato alla testata diretta da Travaglio -. Dopo la consacrazione a Sanremo Giovani non c’è stato quel tipo di riscontro, di successo dal punto di vista dei numeri e che fosse proporzionale al tipo di vetrina e del percorso fatto perché non ho partecipato solo a Sanremo Giovani, ma venivo da una gavetta precedente. I motivi sono diversi, non solo in riferimento al sistema musicale, ma anche a impossibilità concrete come quelle del Covid. A causa delle normative stringenti e del lockdown non ho avuto la possibilità di fare concerti dopo il Festival e nemmeno di andare in studio per incidere il disco. Era tutto complicato dal punto di vista pratico. A soli due mesi dalla vittoria al Festival, il 14 maggio ho pubblicato ‘Rimani’, una canzone che è stata snobbata completamente dalle radio nonostante le ottime critiche ricevute. Tutto questo è accaduto nonostante fossi il vincitore di Sanremo Giovani”.
Gaudiano non ha riesce a darsi una risposta: “Credo che il sistema musica debba iniziare a porsi domande sul perché i progetti di qualità vengano accantonati per dare spazio a progetti, forse, rappresentativi di interessi maggiori. Il mio progetto è il centro di interessi per il mio produttore discografico che ha investito in me e il mio progetto è andato avanti senza l’aiuto di nessuna major e etichetta”.
E ancora: “Credo che il successo personale si rifletta nel fatto di alzarsi la mattina e fare quello che ti piace e io ho questa fortuna. La musica è solo una parte delle mie realizzazioni quotidiane. Mi piace scrivere canzoni, fare teatro e musical. Lanciarmi in nuove sfide, uscire fuori dalla zona di comfort. Ci sono stati momenti difficili certamente, quando vedi che i frutti dei sacrifici e del lavoro non sono ripagati nonostante aver vinto Sanremo. Quando ti tarpano le ali, rimane una domanda in sospeso alla quale non devo rispondere io. Ma credo che sia una situazione che non riguarda solo me, ma la discografia in modo trasversale. Non sono l’unico che si è visto passare davanti gente che nemmeno sa mettere in fila due note e non sa fare nulla sul palco. Quando parliamo di musica a arte dobbiamo fare riflessioni perché passiamo dall’arte al commercio. Cosa stiamo producendo, dove stiamo andando? Ci vogliamo svegliare o no? Parlo da fruitore di musica più che da musicista. Poi se dobbiamo calare la testa al fatto il nuovo cantautorato sia diventato il rap – cosa che non mi trova d’accordo – va bene. Spero però imploda questa situazione che mi lascia perplesso”.
Poi una battuta su Sanremo 2024: “Ci sono delle canzoni interessanti, ma non so se ci sarà voglia di ascoltarle e se possono essere all’altezza della situazione. A Sanremo è il percorso che fa la differenza. Se per andare a Sanremo servono i numeri allora probabilmente sono quello più indietro di tutti”.









