Il presidente di Azione Carlo Calenda ospite insieme a Beppe Fioroni dei tre consiglieri regionali Sergio Clemente, Fabiano Amati e Ruggiero Mennea e di Rosa Cicolella a Foggia per la presentazione della lista Azione Tempi Nuovi dentro il campo largo progressista della candidata sindaca Maria Aida Episcopo ha avuto parole molto concilianti su Michele Emiliano.
“Il dialogo è con tutti, se Meloni propone un provvedimento che noi condividiamo lo votiamo. Lo stesso in Regione Puglia, se Emiliano propone qualcosa di positivo per i pugliesi noi lo sosteniamo. Il nostro metodo prescinde da chi dice le cose e ragiona sul cosa, sul come. Siamo distanti sull’Ilva ma possiamo dialogare su altri temi”, ha rilevato Calenda.
Su Foggia è stato ironico. “State così messi male da farmi alloggiare con i 5 Stelle. Ma questa è una condizione straordinaria che non si ripeterà, serve qui a Foggia. Sono ragioni straordinarie non solo per la legalità ma per motivi di abbandono. Perché la gente non va a votare? Un elettore di sinistra cosa vuole? Migliori servizi pubblici, migliori salari, evasori beccati, più giustizia, migliori servizi, una buona sanità. Un elettore di destra vuole meno tasse, meno Stato, più libertà economica. Un elettore di sinistra ha ottenuto queste cose negli ultimi 30 anni? No. Perché si dovrebbe andare a votare se la politica si è trasformata in un conflitto di rumore? Siamo il paese più ignorante d’Europa. Mancano 10 milioni di prestazioni arretrate. I salari italiani sono scesi del 2 per cento mentre in Europa sono aumentati del 10 per cento. Scuola, sanità e salari sono i tre diritti sociali della Costituzione”.
A tal proposito Calenda ha chiesto ai suoi eletti regionali di impegnarsi nella battaglia di una sanità pubblica equa che abbatta le liste d’attesa.
“Voi qui avete dato le chiavi della città a Salvini – ha proseguito parlando ancora di Foggia e di Franco Landella -. In quale multiverso parallelo al Sud si danno le chiavi della città a Matteo Salvini? Uno che vota Matteo Salvini al Sud è matto. Il nostro impegno è avere persone perbene, che abbiano gestito qualcosa e abbiano comportamenti etici, e che non si facciano proposte assurde”.
Nel corso del pomeriggio politico Clemente e gli altri hanno illustrato le ragioni del voto alla lista Azione Tempi Nuovi.
“Tutti insieme siamo una alternativa al centrodestra che ha distrutto una città, lo scioglimento per mafia ha creato una serie di problemi, non solo di immagine. Tranne due candidati sono tutti alla prima esperienza politica. Stiamo facendo una campagna elettorale francescana. Maria Aida è un candidato al di fuori dei partiti che può raccogliere il consenso di tutti i partiti. Dopo due anni di commissariamento avevamo ipotizzato una scelta che potesse andare al di là dei partiti politici.
Il campo largo nasce da Foggia ma vuole essere un laboratorio nazionale dove ci saranno le condizioni”, ha detto in esordio Clemente.
Positivo Fabiano Amati. “Siamo venuti qui per dire che noi ci siamo. Quando arriva l’ora della città noi mettiamo a disposizione della città persone che si impegnano a rappresentare gli altri. Ricordatevi sempre di chi vi manda e questo accade sempre immedesimandovi. Così avrete il senso di realtà, che vendica tutte le sovrastrutture della politica. Non è per come ti chiami che sei bravo”, ha detto rivolto ai candidati.
“Foggia ha bisogno di rialzare la testa, questa non è una lista di professionisti della politica. Con la vostra storia personale non avrete più bisogno di slogan”, ha aggiunto Mennea.
Matteo Iacovelli ha ripercorso cosa era Foggia fino a metà anni novanta, ricca di centri giovanili per la qualificazione del tempo libero nelle circoscrizioni .
“Dobbiamo liberarci di questa cappa – gli ha fatto eco Rosa Cicolella citando Mengoni – mentre il mondo cade a pezzi noi disegniamo nuovi spazi. Non potevamo abbandonare la nostra visione politica, priva di populismo e demagogia. La scelta di Marida non è identitaria, il mondo della scuola è quello più serio, che ci dà un metodo. Foggia ha bisogno di una donna dalle spalle larghe con percorsi di trasparenti e legittimità. Questa città ha bisogno di essere curata e rimarginata. I cittadini hanno bisogno di rifidelizzarsi alla politica”.
Sempre Cicolella ha presentato i 32 candidati: Miriam Battaglino avvocata, Antonio Cancelmo commercialista, Tiziana Carella psicologa, Saverio Cassitti, “politico di razza”, Francesco Cinquepalmi imprenditore, Oriana Consiglio figlia d’arte, Claudia D’Amato, Carmine Di Chiara dipendente del museo del territorio, Angelo Vito de Lorenzo dipendente Telecom, Giuseppe Della Martora tecnico polifunzionale ferroviario, Valentina Di Corcia, Nicola Di Donato, Antonello Di Paola funzionario Asl, Gianluca Di Pasqua funzionario delle ferrovie, Valeria Fortunati docente, Lorenzo Frattarolo commercialista, Paolo Pio Frattulino ex comandante dei vigili urbani, Giovanna Frunzio imprenditrice, Valentina La Gatta operatrice sanitaria, Michele Lauriola ingegnere, Pino Lonigro, Elena Manzi imprenditrice, Donato Masiello, Donato Ortuso, Daniela Patano avvocata e segretaria cittadina di Azione, Valentina Punzo commercialista, Carmela Russo medico e figlia d’arte, Monica Scaglione avvocata, Rosa Scopece dipendente del Policlinico, Raffaele Tonti imprenditore, Francesco Paolo Traiano dipendente del ministero della difesa, Cristiana Zobel imprenditrice.
A Beppe Fioroni il compito di descrivere come deve essere il contratto che ogni candidato deve sottoscrivere con gli elettori.
“Ho perso 45 minuti tra Ztl e mancanza di parcheggi, questo rende bene lo sfascio, la confusione e la incapacità di chi ha governato questa città. Episcopo si troverà bene nelle grane del Comune perché è abituata al provveditorato.
Un aspetto dovrà affrontare: educare e formare i giovani sulla legalità con una precisazione ossia essere onesti va dato per scontato, è un prerequisito per fare l’amministratore. Quello che serve è che sia capace e competente. Il bello della lista è che ci sono tante competenze insieme. Si va in Comune per il bene di tutti. Se non vogliamo avere la sensazione di rappresentare 2 cittadini su 10 dobbiamo attenerci alla qualità della democrazia.
Che la tua città sia a dimensione dei ragazzi che hai curato Maria Aida. Ci sono dei gap al Sud: i temi del tempo pieno, degli asili nido sono essenziali. Avere aperta la scuola al pomeriggio è un segno di civiltà per accrescere il senso di appartenenza, il tarlo del sapere e il tarlo del fare sport.
Credo che l’area centrale e moderata possa ricostruire una forza unitaria. Invece di tre listarelle avete fatto una grande lista, sono convinto che la lista otterrà un risultato a due cifre”












