Nella splendida baia di Mattinata, capita spesso di vedere un pescatore solitario, che pazientemente sistema la sua rete nella sua piccola barca per andare ogni giorno a pescare nel mare del Gargano. Giuseppe Guerra ha 76 anni, ma ne dimostra almeno dieci di meno, ed è uno degli ultimi storici pescatori di Mattinata.
Ma la sua è una storia particolare perchè Giuseppe nella sua vita non ha svolto solo il mestiere del pescatore, ha fatto di tutto: il muratore, il meccanico, l’agricoltore, il fornaio con un’unica grande passione, quella della scrittura. Nel corso degli anni ha scritto tre libri di poesie e in questi giorni ha presentato il suo ultimo lavoro editoriale dal titolo “Il pescatore viaggiatore”. Lo abbiamo incontrato nel porticciolo di Mattinata insieme ai suoi due grandi amici, Angelo e Michele.
A bordo della sua barchetta siamo andati al largo della baia per assistere alla sua quotidiana battuta di pesca e per intervistarlo. “Una passione che ho sempre avuto, e da quando faccio il pescatore l’ispirazione a scrivere poesie e racconti è aumentata. Evidentemente il mare aiuta. Spesso mi capita di fermarmi e scrivere quello che ho pensato. Mi sento un poeta e ne sono fiero. Oggi faccio il pescatore più per hobby che per altro, fino allo scorso anno lo facevo per professione. Il mare del Gargano è ancora pescoso ma molte specie ittiche sono scomparse, forse a causa del surriscaldamento. Ce lo dovranno dire i nostri studiosi”. Intanto Giuseppe si gode il suo ultimo libro, Il Pescatore Viaggiatore, dove il viaggio viene visto come vita, come evasione e libertà.











