Nel giorno in cui la Commissione della Borsa Merci presso la Camera di Commercio di Foggia fa registrare una forte impennata del prezzo del grano duro, passato da 32 a 37 euro, i cerealicoltori aderenti a CIA-Agricoltori Italiani, provenienti da tutta la Puglia e anche dalla Basilicata, si sono dati appuntamento a Foggia per una grande manifestazione regionale in difesa del valore del grano duro italiano e a tutela dei consumatori della filiera grano-pasta.
“Da mesi stiamo conducendo una campagna sugli squilibri nella catena del valore che penalizzano la cerealicoltura pugliese e ne mettono seriamente a rischio il presente e il futuro”, dichiara Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani. “Foggia è la capitale del grano duro italiano e, assieme alla Capitanata, anche l’area metropolitana di Bari e la provincia della BAT esprimono numeri importanti in termini di superfici coltivate, quantitativi prodotti, qualità del cereale più nobile, aziende agricole, centri di ricerca, lavoratrici e lavoratori impegnati in tutte le fasi di coltivazione e raccolta”.
“Non contestiamo la necessità di importare una quota di grano dall’estero per coprire parte del fabbisogno industriale – aggiunge Sicolo – ma temiamo che quella quota si avvii a essere maggioritaria e che l’aumento incontrollato delle importazioni porti alle estreme conseguenze una dinamica già in atto: la riduzione progressiva della produzione di grano italiano, la chiusura di centinaia di aziende cerealicole e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Per non parlare delle questioni attinenti alla sicurezza e alla salubrità degli alimenti. Il grano foggiano è il miglior grano del mondo, ma in Puglia arriva di tutto e il Governo nazionale non può fare finta di niente. Deve attuare regole importanti, ad iniziare dalla istituzione del Granaio Italia. Al ministro Lollobrigida chiediamo che ci spieghi cosa è la sovranità alimentare, hanno cambiato nome al ministero ma le politiche da attuare per promuovere e valorizzare i nostri prodotti dove sono? La pasta che ci mangiamo in Puglia, non penso sia fatta con farina di grano prodotto a Foggia. Nei porti pugliesi continuano ad arrivare navi cariche di grano estero. Chiediamo più controlli con Guardia di Finanza e Autorità sanitaria portuale. Abbiamo dubbi sulle analisi che vengono effettuate”.
Con i vertici regionali e provinciali di CIA – Agricoltori Italiani, anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia. “Oggi a Foggia per continuare a stare dalla parte dei cerealicoltori pugliesi. Stiamo lavorando sui controlli, siamo l’unica regione che ha mandato indietro una nave di grano non ritenuto idoneo”.
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