La toppa peggio del buco. Attraverso teorie piuttosto singolari, il marito della consigliera comunale Mary Fabrizio ha tentato goffamente di replicare all’articolo de l’Immediato sugli abusi edilizi del ristorante “Seashell”. Per farlo si è affidato ad una testata locale nella speranza di riabilitare l’immagine del ristorante situato sul porto turistico di Manfredonia.
Ma andiamo per gradi: come riportato giorni fa, il “Seashell” ha installato in maniera stabile, con i bulloni, una serie di pannelli trasparenti in plexiglass contravvenendo alle disposizioni che permettono solo strutture amovibili.
I titolari hanno parlato di permessi regolari da parte dell’Autorità Portuale mostrando documenti del 2008, ma il porto turistico venne inaugurato soltanto nel 2013. Ma, soprattutto, hanno omesso di dire che sono necessari altri pareri e che, comunque, nulla si può fare in aree sul mare come quella dove è situato il ristorante.

In base alla disciplina del D.lgs 22 gennaio 2004 n.42, e segnatamente al combinato disposto di cui agli artt. 142 e 156, sono soggetti a vincolo paesaggistico, tra i vari ambiti, i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla battigia, anche per i terreni elevati sul livello del mare.
L’area è dunque vincolata ope legis. Il Pptr (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) è una norma di rango inferiore e non può togliere il vincolo ad una zona che la norma nazionale regolamenta in maniera dettagliata.
La normativa, dunque, prevede che i 300 metri dal mare vengano calcolati dalla battigia e la battigia, in questo caso, è proprio il porto turistico “Marina del Gargano” di Manfredonia. D’altronde, se non fosse così, sui porti turistici si potrebbero innalzare edifici e grattacieli. La struttura va quindi rimossa. Gli enti preposti interverranno?
Seguici anche su Instagram – Clicca qui










