Le mani giganti di Lorenzo Quinn tornano in Italia dopo 4 anni. Ieri sera l’inaugurazione dell’opera “Building Bridges”, composta da sei paia di mani, alte 15 metri e larghe 20. La scultura lancia messaggi forti e chiari, i valori universali dell’umanità: amicizia, saggezza, aiuto, fede, speranza, amore. Tutti sentimenti capaci di unire, di avvicinare, di accostare filosofie, spazi e tempi diametralmente opposti. “Questo messaggio che lanciamo da Vieste – ha rimarcato lo scultore, figlio dell’attore Antony Quinn – è un messaggio di pace per costruire ponti e non barriere. Ne abbiamo bisogno in un periodo di grandi conflitti. Questa è un’opera nata nel 2019 per creare ponti umani per promuovere la pace, poi la gente ha iniziato a condividere l’opera per lanciare un altro messaggio contro il covid e per l’assenza di contatti umani. Abbiamo bisogno di questo calore che appena si arriva sul lungomare di Vieste ti prende e non poco”.
All’inaugurazione anche il vice presidente della Puglia, Raffaele Piemontese. “Un’opera bella e significativa a Vieste, nella capitale del turismo di Puglia. Strutture monumentali dall’alto significato umano, importanti per lanciare segnali di pace al mondo intero, soprattutto a quelle popolazioni, non distanti da noi, dove da oltre un anno è in atto una terribile guerra. Ci auguriamo che proprio da Vieste possano partire messaggi distensivi e di pace verso chi sta continuando a spargere sangue”.
A fare da anfitrioni dell’evento il sindaco e presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti e la sua vice, Rossella Falcone. “L’evento di oggi fa parte di un percorso intrapreso dall’amministrazione comunale in questi anni per far capire a tutti che la nostra non è una destinazione solo balneare, ma anche culturale. Questa è una grande opera inclusiva in grado di attrarre ospiti e cittadini dei nostri comuni”.









