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Home - Il grande ritorno delle gru in provincia di Foggia, censiti ben 4mila esemplari. “Sito più importante d’Italia”

Il grande ritorno delle gru in provincia di Foggia, censiti ben 4mila esemplari. “Sito più importante d’Italia”

Di Redazione
2 Febbraio 2023
in Turismo
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“La passione per il territorio, per ciò che può rendere questa terra unica e attrattiva anche per un turismo nuovo e sostenibile, fa sì che, come ogni anno, un manipolo di professionisti ed appassionati si organizzino per contare effettivamente la popolazione di una delle specie più spettacolari che frequenta il nostro Tavoliere delle Puglie, la gru. Un tempo numerosissima nel Tavoliere tanto che la sua presenza, nel periodo invernale (insieme ad altre specie), spinse Federico II a frequentare assiduamente la pianura foggiana e le sue paludi in virtù dell’irrefrenabile passione per la caccia con i falchi (si ricorda il primo trattato di ornitologia “De Arte Venandi cum Avibus”, redatto principalmente qui), che qui poteva svolgere come in nessun altro luogo del suo impero”. Lo fa sapere con una nota il Centro Studi Naturalistici di Foggia.

“La gru euroasiatica o cenerina (Grus grus Linneo, 1758) è un uccello migratore di dimensioni medio-grandi alto anche fino a 120 cm con un peso medio di 4-5 Kg (ma può arrivare anche a 7 kg di peso) e un’apertura alare di circa 2 m, una specie fra le più iconiche ed evocative di territori selvaggi e incontaminati – proseguono -. Nel secolo scorso, a causa della totale trasformazione del Tavoliere, da una immensa ‘savana’ ospitante la millenaria pratica della pastorizia transumante in piana monocolturale del grano, si è verificata la quasi totale scomparsa della sua presenza nel periodo invernale. Straordinariamente la specie seppe riprendersi e al trend positivo delle popolazioni nidificanti in Nord Europa, fece riscontro un lento, ma costante aumento dei gruppi che decidevano di trascorrere l’inverno nel Tavoliere”.

Il Centro Studi Naturalistici ONLUS che monitora la specie da oltre venti anni, racconta il referente del monitoraggio l’esperto faunista Matteo Caldarella,  “si è passati da circa un centinaio di esemplari presenti nel 2000 a circa  1200 presenti nel 2018 con una tendenza all’aumento progressivo”.” In questi giorni – riferisce ancora Caldarella -, abbiamo concluso i censimenti per l’inverno 2022-23 e con estremo stupore ed esultanza, abbiamo registrato il record di presenza con oltre 4.000 esemplari! Con stormi (caratteristica è la loro formazione a ‘V’) anche di 300 esemplari. Questi numeri fanno sì che l’area risulti, molto probabilmente, il sito più importante d’Italia per lo svernamento della specie. Uno spettacolo unico e indimenticabile contare gli esemplari delle formazioni in arrivo fra il risuonare del loro verso ‘onomatopeico’ nella luce del tramonto, a dimostrazione di una terra che, nonostante tutto, può ancora ospitare un enorme biodiversità e specie evocative come la gru”.

“L’unica amarezza – concludono – è rimarcare che l’Oasi Lago Salso, l’area che la specie ha eletto come sito di riposo notturno di eccellenza (grazie ai miglioramenti ambientali ivi realizzati), non possa essere frequentata dagli studiosi del CSN. Un’area dal valore immenso ove fino a qualche anno fa, grazie alla dedizione del CSN, si riusciva a coniugare la conservazione della natura, i monitoraggi scientifici  con la fruizione sostenibile di scuole, famiglie e ornitologi ma e che ora, con una società messa in liquidazione da ormai oltre tre anni, ‘cristallizzata’ senza motivo, risulta ‘out’ per tutti forse per tentare l’oblio della bellezza?  Le gru (la specie è simbolo di pace, felicità e lealtà) anche stasera torneranno a dormire in un questo scrigno di biodiversità e wilderness, un valore inestimabile, purtroppo non ancora capito  da chi presidia l’oasi; speriamo che questa specie con la sua bellezza possa far comprendere quanto tempo si stia perdendo inutilmente e quanto si stia vanificando per il futuro delle Capitanata”.

Tags: gru provincia Foggia
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