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Home - È caos al Comune di Manfredonia, si dimette il dirigente dei Lavori Pubblici. “Maggioranza imbarazzante”

È caos al Comune di Manfredonia, si dimette il dirigente dei Lavori Pubblici. “Maggioranza imbarazzante”

Di Redazione
25 Gennaio 2023
in Amministrativa
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Continua il caos amministrativo a Manfredonia: si è dimesso il dirigente del settore Lavori Pubblici. Dopo la revoca da parte del sindaco Gianni Rotice all’assessore ai Lavori pubblici, Angelo Salvemini, arrivano le dimissioni dell’ingegnere Giuseppe Di Tullo che fino a ieri era a capo dell’ufficio.

In riva al golfo continua a tenere banco il caso della pubblica illuminazione, sollevato anche dallo stesso Salvemini in una lettera inviata agli ormai ex colleghi dell’assise comunale. Stando alla missiva, il sindaco Rotice avrebbe alcune remore sull’appalto per presunti conflitti di interesse.

In queste ore è tornata alla carica la consigliera di minoranza Maria Teresa Valente attraverso una nota: “Si è svolto lunedì 23 gennaio in un clima surreale e carico di tensione il Consiglio comunale per discutere della proposta di convenzione Engie per la gestione della pubblica illuminazione e degli impianti termici a Manfredonia. Ciò che doveva essere un semplice confronto politico per discutere della convenienza o meno di un PPP, ovvero di un Partenariato Pubblico Privato, fortemente caldeggiato dall’ormai ex assessore alle opere pubbliche Angelo Salvemini, si è trasformato in un campo di battaglia che ha messo a nudo l’incredibile ed inaccettabile impreparazione di un’amministrazione così inadeguata che si è ritrovata a bocciare se stessa e dopo averlo fatto (incredibile ma vero) si è anche applaudita”.

Valente fa notare che “la proposta era già all’ordine del giorno del Consiglio del 3 ottobre, ma il preavviso era stato così breve che l’ex assessore aveva accettato l’invito a farlo slittare di quasi un mese per permettere ai consiglieri di studiare la convenzione e gli innumerevoli e corposi allegati. Probabilmente, però, per molti consiglieri di maggioranza studiare le carte è uno sforzo inutile e senza senso, in quanto in aula ci si limita semplicemente ad alzare la mano per appartenenza politica. Ecco, dunque, che a seguito del clamoroso colpo di scena durante il Consiglio dello scorso 27 ottobre, con il ritiro del punto ENGIE da parte del capogruppo di Forza Italia, è toccato anche ai più svogliati guardare gli atti di un appalto ventennale e controverso, che avrebbe fatto incassare alla ditta circa 40 milioni di euro di canone dal Comune più una marea di introiti extra.

Il risultato è stato che sono passati colpevolmente altri 3 lunghissimi mesi e, dopo tanto ‘studio’, la maggioranza ha riportato la stessa identica delibera in Consiglio e l’ha poi bocciata, bocciando di fatto se stessa. Poi, con assoluta incoerenza, si è anche applaudita. 

Tralasciando gli stracci volati tra il sindaco ed il più suffragato in assoluto alle scorse elezioni amministrative e sorvolando sulle innumerevoli denunce e segnalazioni alle autorità competenti che ne sono scaturite, è incredibile far passare come un atto di responsabilità l’ennesima brutta figura di sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza dinanzi alla città. Tanti sono gli interrogativi che ci si pone. Ad esempio, perché la discussione sulla convenzione non si è tenuta il 27 ottobre e si è perso così tanto tempo? Perché, se questo PPP non convinceva, non si è semplicemente revocata la delibera e proceduto a gara? Perché i cittadini dovranno ora accollarsi le spese di un servizio di pubblica illuminazione ormai scaduto ed improrogabile che ogni giorno genera nuovi debiti fuori bilancio per il Comune?

Se l’opposizione ha abbandonato l’aula lo ha fatto perché è giusto che si sappia che dall’inizio alla fine questa ignobile farsa è imputabile soltanto ed esclusivamente all’incompetenza della maggioranza, che ha studiato così tanto da fare un comunicato congiunto in cui ha trasformato il PPP nel PPI, Partito Popolare Italiano. E tra i vergognosi applausi, è calato il sipario su una delle pagine politiche più imbarazzanti che questa città possa ricordare”.

Tags: Manfredonia
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