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Home - Crepe in casa Rotice, possibile rottura tra un big della Giunta e il resto della maggioranza. Il caso Engie

Crepe in casa Rotice, possibile rottura tra un big della Giunta e il resto della maggioranza. Il caso Engie

Di Saverio Serlenga
27 Novembre 2022
in Politica
Salvemini e Rotice

Salvemini e Rotice

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Prime crepe in seno alla maggioranza di centrodestra al Comune di Manfredonia? Sulla pubblica illuminazione possibile rottura tra l’assessore Angelo Salvemini e il resto della Giunta. Tiene banco il caso Engie.

Engie è una multinazionale francese presente anche in Italia dove da anni gestisce diversi impianti di illuminazione pubblica. Dal 2011 anche quello di Manfredonia che è scaduto nel 2021 e i commissari prefettizi che hanno preceduto l’attuale amministrazione non hanno rifatto la gara. Ad aprile 2021 la multinazionale francese propone un partenariato privato attraverso il quale offre di finanziare la trasformazione degli impianti dal tipo tradizionale a quello a Led con un risparmio dei consumi pari al 60%. Il tutto a fronte di un affidamento di 20 anni durante i quali il Comune di Manfredonia doveva pagare annualmente un canone di gestione che nel 2021 era di un milione cinquecentocinquanta mila euro rispetto ad un costo di 2 milioni e settecento mila euro.

Nel maggio 2021 i commissari valutano positivamente la proposta da sottoporre al consiglio comunale per l’approvazione. Nel frattempo viene eletta la nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Rotice che provvede a prorogare il contratto al gennaio 2022 e poi al gennaio 2023 (ultima proroga). A settembre di quest’anno la proposta arriva in Commissione Bilancio e lavori Pubblici, e il 5 ottobre doveva essere discussa in consiglio comunale, aggiornato al 27 ottobre quando la maggioranza di centrodestra ha ritirato il punto all’ordine del giorno senza dare nessuna motivazione e rigettando le richieste dell’opposizione per discutere dell’argomento. 

Siamo di fronte ad una vera spaccatura in seno alla maggioranza, con l’assessore ai lavori Pubblici, Angelo Salvemini, pronto ad approvare il provvedimento e il resto della sua maggioranza che lo ha invece bloccato. Atteggiamento critico che ha insospettito la minoranza, visto che si tratta di un provvedimento proposto da un assessore della Giunta Rotice.

In Commissione Bilancio e Lavori Pubblici, il capogruppo di  Molo 21, Gaetano Prencipe, nel ribadire che si è perso un anno per la sola responsabilità della maggioranza, presenta alcune osservazioni. La prima sulla “incerta” ed “effettiva convenienza dell’operazione per il Comune”, la seconda sugli “inevitabili più che possibili incrementi annuali dei relativi costi” con seguente “minaccia per la tenuta del Piano pluriennale di riequilibrio al quale il nostro Comune è sottoposto. Alla luce delle suddette considerazioni di carattere generale, sarebbe stato auspicabile – e forse lo è ancora – rinviare l’investimento per l’applicazione della tecnologia Led all’ottenimento di un finanziamento al quale il Comune potrebbe candidarsi (a partire dai fondi messi a disposizione dal Pnrr) e fare una normale gara con sistemi di aggiudicazione più collaudati, come quello con offerte economicamente più vantaggiose, per la sola manutenzione e gestione degli impianti per due-tre anni, inserendo nella gestione anche la manutenzione degli impianti antincendio, semaforico e di videosorveglianza”.

Sull’argomento va giù duro anche il capogruppo di Progressisti Dem, Massimo Ciuffreda: “Intanto va precisato che il PPP prevede anche l’affidamento degli impianti termici con il loro adeguamento, oltre alla videosorveglianza, impianti semaforici, e l’antincendio. Un PPP che presenta alcune criticità, che grazie al buon lavoro di informazione messo in atto dalla struttura comunale con l’ingegner Di Tullo che ha partecipato a più riunioni sia di commissione che della maggioranza, proprio per delucidazioni in merito e rassicurazioni in vista del disciplinare di gara. Il tempo corre, con il ritiro del provvedimento di fatto si è privato al momento di discutere con il serio rischio di un vuoto, o ancora peggio, di un aggravio di costi, senza considerare il fatto che vi sono servizi come quelli semaforici o antincendio che continuano a restare senza copertura, e quindi non funzionanti. Ritengo sia ingiustificato il fatto che per via di crepe interne la città rischi di pagare un conto sulla gestione dei servizi”.

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Tags: ENGIE
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