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Home - “Abbiamo sentito un boato. Quella strada fa paura”. Il drammatico racconto dell’incidente sul viadotto del Gargano

“Abbiamo sentito un boato. Quella strada fa paura”. Il drammatico racconto dell’incidente sul viadotto del Gargano

Di Redazione
11 Luglio 2022
in Cronaca
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È drammatico il racconto del grave incidente di ieri sul viadotto del Gargano tra Carpino e Cagnano. Una professionista foggiana, anche lei di ritorno dal mare come le vittime (Lucia Forleo, Pia Di Flumeri e Marco Villanova, tutte di Castelluccio dei Sauri), ha assistito alla scena e sui social ha descritto l’accaduto. “Io e Marcello, non dimenticheremo mai la giornata di ieri, 10 luglio 2022 – esordisce -. Stavamo tornando da Peschici, eravamo in macchina, sulla strada a scorrimento veloce del Gargano, tra Carpino e Cagnano Varano. Non si guida molto bene a quell’ora, il sole che tramonta, abbaglia e dà fastidio. Ci vuole tantissima prudenza. Eravamo arrivati sul ‘Viadotto San Francesco’, stavo dicendo a Marcello che era pazzesco che una delle due carreggiate fosse così stretta (a causa di alcuni lavori che vanno avanti da mesi). Eravamo distaccati dalla macchina che ci precedeva di almeno 300-400 metri, ed io ripetevo a Marcello di andare pianissimo, che avevo paura. Mentre lo invitavo alla massima prudenza, abbiamo assistito all’incidente frontale a causa del quale sono morte tre persone. Anche se distanti, oltre ad aver visto l’impatto, ho sentito un botto fortissimo, quasi un boato! Il tempo di inserire le quattro frecce e sono scesa dalla macchina, correndo a più non posso mentre telefonavo al 112… Dalle macchine nessuno usciva, non sentivo voci, solo fumo”.

Poi continua: “Quando sono arrivata alle macchine, sono uscite due ragazze, gridavano, piangevano, pregavano me e Marcello ed altri che erano scesi dalle macchine di aiutarli. Ma non è stato possibile prestare soccorso, abbiamo capito subito che per tre persone non c’era niente da fare. Il ragazzo che guidava in direzione Peschici era bloccato dalla Golf che era rimasta incastrata perpendicolarmente, impossibile aprire lo sportello; la fidanzata respirava, l’amica seduta dietro è riuscita ad uscire dal mezzo nonostante fosse ferita. Dalla Golf è riuscita a scendere una giovane ragazza, era scioccata, sentivo che chiamava la zia e mi diceva che secondo lei erano morti tutti, come purtroppo è stato. Le ambulanze sono arrivate immediatamente, dopo soli 8-10 minuti, così come vigili del fuoco e polizia e carabinieri. Non ci è rimasto altro da fare che invertire la marcia e cercare di tornare a casa, con gli occhi pieni di lacrime, il cuore a pezzi ed il ‘ricordo’ di quella scena straziante. Non siamo stati coinvolti nell’incidente, solo perché Marcello è prudente e mantiene una ampia distanza di sicurezza e va piano. Non riuscivamo a dire una parola, ci siamo fermati, abbiamo ripreso il respiro, ci siamo abbracciati, ci siamo fatti coraggio e abbiamo pregato”.

E conclude: “Mentre correvo sul viadotto ero circondata da un silenzio surreale, si sentiva solo la mia voce, gridavo al telefono che c’era stato un incidente, che era cosa grave, di fare presto, prestissimo! Ed è stato allora che ho avuto la sensazione che tre anime volteggiassero sul luogo dell’incidente, le ho sentite, le ho ‘viste’, tanto da alzare gli occhi al cielo, come se volessi salutarle! Siamo vasi di cristallo, siamo forti ma delicati. Siamo felici e sorridenti un attimo prima, siamo corpi senza vita dopo una frazione di secondo. Come direbbero a Foggia, ‘nn sim nint’, a indicare la fugacità della vita. Qualcuno dovrà cercare di vivere senza rimorsi, se ci riuscirà. Quel viadotto andava chiuso o messo in sicurezza con dei semafori. Quello di ieri è stato un omicidio colposo. Qualcuno mi ha detto che oggi, quel tratto di strada, il viadotto, era transitabile senza semafori, senza deviazione. Non ho null’altro da aggiungere”. (In alto, le vittime Forleo, Di Flumeri e Villanova; sullo sfondo, il viadotto)

Tags: incidente viadotto
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