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Home - Detenuto sferra calci e pugni all’agente durante l’ora d’aria nel carcere di Foggia: “Situazione esplosiva in tutti i penitenziari pugliesi”

Detenuto sferra calci e pugni all’agente durante l’ora d’aria nel carcere di Foggia: “Situazione esplosiva in tutti i penitenziari pugliesi”

Di Redazione
15 Aprile 2022
in Cronaca
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Diversi episodi di violenza si sarebbero verificati nei giorni scorsi in tutte le carceri pugliesi. A denunciarlo è  il sindacato autonomo della polizia penitenziaria “Sappe”. “Nonostante le varie assicurazioni di intervento da parte dei vertici del DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria) – spiegano in una nota -, dobbiamo denunciare che la situazione  nelle carceri pugliesi diventa sempre più critica, a seguito dell’aumento della violenza dei detenuti che diventano sempre più prepotenti ed impuniti.cLa cosa  ancora più grave è che i detenuti dopo le aggressioni ai poliziotti, per la maggior parte, continuano a permanere sempre nello stesso  carcere in mancanza di provvedimenti di allontanamento dell’amministrazione regionale e nazionale. Ciò fa aumentare l’insofferenza della restante popolazione detenuta  che in mancanza di provvedimenti punitivi, si sente autorizzata a comportarsi in maniera ancora più violenta”.

Poi passano in rassegna i recenti casi di cronaca.  “A Taranto per esempio, mercoledì 13 aprile un sottufficiale ha ricevuto un pugno da un detenuto di origini baresi poiché voleva cambiare il materasso. Sempre a Taranto ieri 14 aprile,  2 detenuti si sono impossessati di due estintori a polvere e li hanno scaricati in faccia  ai poliziotti presenti perché chiedevano  il pane integrale. Come pure i detenuti avrebbero minacciato una  rivolta, qualora il detenuto che ha colpito il sottufficiale il giorno prima fosse stato spostato punito così come prevede la legge. A Foggia invece, il 13 aprile, un detenuto, senza alcun motivo, mentre usciva dalla sezione infermeria per l’ora d’aria, ha sferrato un pugno al poliziotto di servizio colpendolo poi anche con calci. Fortunatamente sono prontamente intervenuti altri poliziotti che sono riusciti a bloccare il detenuto in questione. L’aggressione di ieri, fa il paio con quella dell’altro giorno (più di una ventina dall’inizio dell’anno), in cui un altro detenuto ha colpito  un sottufficiale procurandogli escoriazioni al viso”.

“Sia chiaro – proseguono – le carceri non sono un convento per suore orsoline, ed il Sappe si permette di denunciare questi fatti poiché sono il sintomo di una situazione esplosiva causata dalla grave carenza di poliziotti e dall’alto numero di detenuti presenti. Peraltro proprio i numeri dei primi mesi del 2022 ci dicono che la situazione diventa ogni giorno più insostenibile e che sono peggiorati a fronte  di quelli del 2021 in cui si sono registrati: 530 atti di autolesionismo; 5 suicidi; 92  tentati suicidi; 322 colluttazioni; 70 ferimenti. Inoltre i detenuti  dopo i fatti di Santa Mara Capua Vetere hanno ricevuto il passaporto di intoccabilità, poiché loro possono continuare a porre in essere atti di violenza,  mentre  i poliziotti che  tentano di bloccare questi atti nel rispetto della legge, vengono messi sotto la gogna mediatica e fatti oggetto di azioni punitive. Se le carceri pugliesi (e crediamo nazionali) sono arrivate a questo punto è per colpe assai precise di una politica penitenziaria  che di fatto ha abdicato alla sicurezza consentendo ai detenuti di fare quello che vogliono a partire dalla ‘vigilanza dinamica’. Altrimenti non si spiega come mai negli ultimi 20 anni hanno ridotto gli organici della polizia penitenziaria  di 600 unità (-25%) , e nel contempo si è aumentato il sovraffollamento di circa 1200 detenuti in più in relazione ai dei posti disponibili”.

Il Sappe ritiene che “tutti debbano sapere (poiché i detenuti all’interno delle carceri lo sanno bene) ed essere coscienti che quello che è avvenuto a Foggia due anni fa con l’evasione di 73 detenuti, potrebbe accedere anche in altri penitenziari poiché soprattutto nelle ore serali e notturne in cui le carceri sono poco presidiate, la sicurezza scende a livelli paurosi”. “Proprio per garantire una maggiore sicurezza – concludono – il Sappe ha indetto un referendum tra i poliziotti in cui si chiede il passaggio al ministero degli interni. Come pure le minacce di morte  ai poliziotti  da parte dei detenuti che  fino a qualche anno fa  erano quasi assenti, ora fanno parte della vita quotidiana e nonostante queste continue intimidazioni,  continuano con coraggio e professionalità a fare il  proprio dovere. Proprio a Taranto un polizotto fu ucciso alcuni anni fa, che si aspettano altri morti prima di correre ai ripari?”.

Tags: CarcereFoggiaPugliaSappeTarantoViolenza
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