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Home - “Della Lega a Foggia non resta nulla. Tutto per lucrare qualche posto elettivo”. Lo sfogo della manfredoniana Melchiorre

“Della Lega a Foggia non resta nulla. Tutto per lucrare qualche posto elettivo”. Lo sfogo della manfredoniana Melchiorre

Di Antonella Soccio
19 Dicembre 2021
in Politica
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La neonata amministrazione del sindaco Gianni Rotice a Manfredonia ha portato alla luce la grande delusione dei leghisti della prima ora. Patrizia Melchiorre (sopra con Salvini), primissima salviniana sipontina, è molto amareggiata. La politica è un fiume in piena di scoramento.

“Noi con Salvini a Manfredonia nasce nel 2015 e non oggi, sin dal primo giorno ci ho messo la faccia credendo in quella che poi è la mia vena politica, certo non è stato facile ma la costanza e la voglia del cambiamento ci hanno fatto crescere. Premetto che la Lega a Manfredonia è sempre stata presente per ogni circostanza e venne rafforzata nel 2017 quando in un paese prettamente rosso io riuscii a fare venire Matteo Salvini. Purtroppo il vero gruppo originario non esiste più in Lega a Manfredonia, perché i dirigenti dinosauri hanno distrutto un partito eliminando chi realmente credeva in ciò che faceva e piazzando chi invece era manovrabile. A quel punto sottolineo che non mi hanno mandato via, ma me ne sono andata per lo scempio che vedevo e vedo tutt’ora”, dice in esordio.

L’arrivo di politici e militanti da altri partiti poteva essere arginato?

“Non doveva essere arginato. Anzi doveva essere incrementato l’allargamento. La Lega era percepita come la novità del centrodestra. Con la leadership di Salvini a gonfie vele. Il calo dell’onda populista che ha ridotto i consensi da noi è stata azzerata dall’incapacità organizzativa e dalla paura di aprirsi alle forze migliori del territorio. Per lucrare qualche posto elettivo per pochi. Le Europee per Casanova e le Regionali per Splendido. Con il disastro di Foggia”.

C’è stato un momento in cui la sede della Lega a Manfredonia era costantemente vandalizzata. Al di là delle parole di circostanza i suoi colleghi di partito l’hanno difesa?

“Onestamente potrei scrivere un libro sui vandalismi subiti ma a parte qualche parola di conforto non mi hanno mai difesa. L’unica persona che mi stava vicina costantemente era il segretario cittadino di Carapelle”.

L’attuale dirigenza provinciale ha inanellato una serie di sconfitte e abbandoni clamorosi, perché nessuno si è mai opposto?

“Abbiamo sempre cercato inizialmente di fare squadra. Poi, però, dopo le Regionali le criticità sono diventate sempre più vistose. Le Comunali di Cerignola e Manfredonia hanno fatto superare il limite. Il segretario provinciale Daniele Cusmai, appoggiato da Splendido, Casanova, e Ursitti, non ha dato nessun tipo di risposte. Inevitabile il fuggi fuggi. Sottolineo che le vere mele marce non sono coloro che coerentemente sono andati via, ma coloro che continuano a manovrare la Capitanata”.

L’europarlamentare Casanova è un garante oppure no?

“No. Credo che non abbia il senso della politica. Lo vedo più un imprenditore. Che tra l’altro ha dimostrato di conoscere poco la società dalle nostre parti. Lui è romagnolo. Spera forse solo di trasferirsi da Bruxelles a Roma con il seggio in Capitanata. Ma dubito che possa farcela con le percentuali attuali della Lega, e peggio saranno in futuro”.

Dal punto di vista politico approva la linea leghista di spostarsi sempre più all’estrema destra per rosicchiare consensi ai Fratelli d’Italia?

“No. La scelta dimostra di conoscere poco, come ho detto, il sud. L’elettorato moderato è maggioritario. Manfredonia docet. La destra ha già il campo occupato dalla Meloni. E la Lega pugliese, con Marti e Casanova, lasciano scoperto il fronte al centro. Una follia. Scelta perdente. Vedrete. E le ricadute si avranno alle Politiche”.

La presenza della Lega nel Governo Draghi è a chiara trazione nordista. Crede che il Sud sia ancora necessario alla Lega?

“Il progetto della Lega nazionale si è fermato a Roma. Giorgetti lo ha capito ed e per questo che ha cercato di dare maggiori risposte al ceto produttivo, appunto del nord. E Salvini dovrà inevitabilmente adeguarsi per evitare di rischiare di perdere la leadership. Questo anche il veto motivo del rinvio dell’assemblea programmatica di Roma dell’11 dicembre”.

Infine le ultime amministrative manfredoniane. Cosa resta della Lega?

“Nulla, come nel resto della provincia. La prova del nove sarà, ripeto, alle Politiche. Nessun parlamentare in Capitanata sarà eletto nella lista della Lega e a livello pugliese dimezzeranno i seggi. Il trend sarà quello avuto in Campania dove il simbolo è stato oscurato”.

Tags: Joseph SplendidoLegaLega FoggiaMassimo CasanovaMatteo SalviniPatriza MelchiorrePatrizia Melchiorre
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