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Home - De Benedictis “referente” di un vasto numero di persone, fitta rete di contatti con forze dell’ordine e avvocati. “Ero amico a tutte le divise”

De Benedictis “referente” di un vasto numero di persone, fitta rete di contatti con forze dell’ordine e avvocati. “Ero amico a tutte le divise”

Di Redazione
16 Agosto 2021
in Cronaca
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Si allarga l’inchiesta sull’ex giudice Giuseppe De Benedictis e spuntano nuove rivelazioni pubblicate da Repubblica Bari. “Io ero amico a tutte le divise, tanto per cominciare… “: ha spiegato l’arrestato ai pm di Lecce parlando dei suoi rapporti con un carabiniere, fino al 24 aprile in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura, che al gip e all’avvocato Giancarlo Chiariello avrebbe fatto avere notizie riservate sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Soriano – indagato per rivelazione di atti coperti da segreto – non è stato arrestato e quindi non è stato sospeso ma solo trasferito dalla Procura e nei suoi confronti è stato avviato un procedimento disciplinare da parte dell’Arma. De Benedictis, invece, è ancora in carcere per la storia dell’arsenale a lui riconducibile mentre ha ottenuto i domiciliari per la vicenda della corruzione.

Insomma, non solo presunti rapporti con altri avvocati di rilievo di Bari e Foggia, ma anche legami solidi con rappresentanti delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda i rapporti del magistrato con le divise – riporta ancora Repubblica – le indagini sono in corso perché le carte dell’inchiesta salentina sono piene di riferimenti a esponenti delle forze dell’ordine, che con il giudice avrebbero avuto rapporti privilegiati. Uno dei suoi amici più stretti era un carabiniere in pensione, le cui conversazioni sono state intercettate e depositate agli atti del fascicolo principale.

L’ex militare, oggi imprenditore agricolo dell’Alta Murgia, viene definito nelle informative “collettore di parecchie questioni da sottoporre all’interessamento di De Benedictis, in relazione alle quali, sfruttando la fitta rete di contatti, organizza incontri riservati che si svolgono prevalentemente all’aperto, nel corso dei quali si trattano le problematiche da sottoporre al giudice”.

A confermare l’ipotesi che l’ex giudice potesse essere il referente nel mondo giudiziario di un gruppo vasto e vario di persone, c’è poi una frase pronunciata nel corso di uno degli incontri monitorati dagli investigatori, quando De Benedictis paventava la possibilità di trasferirsi a Roma: “Noooo, servi qua a Bari, a noi che ce ne frega della Cassazione. La Cassazione ci sono altre persone… “.

Del fatto che l’ex carabiniere avesse le mani in pasta in troppi affari – e che non tutti fossero leciti – era consapevole lo stesso De Benedictis, che, parlando con Soriano, diceva “qualche volta si deve trovare in mezzo ai guai”. Tale consapevolezza, però, non era bastata ad allontanarlo. Anzi, era stato proprio lui a farlo incontrare con diverse persone che al giudice chiedevano favori. Lui a organizzare cene in masserie di Altamura e ristoranti di Torre a Mare, lui a coinvolgere in quegli incontri anche un altro ex collega.

Indagini sono in corso anche in merito ai rapporti che l’ex gip aveva con un altro carabiniere, detto “il nanetto”, che fino a fine aprile era in servizio in Procura. A lui De Benedictis e il carabiniere si sarebbero rivolti per sapere come stava andando un’inchiesta su noti imprenditori della Bat e del suo possibile trasferimento si preoccupavano, avendo saputo che il magistrato a cui era stato assegnato per anni stava cambiando ufficio.

Carabinieri, del resto, erano anche gli uomini che in alcune intercettazioni dell’inchiesta sull’arsenale, De Benedictis ha sostenuto che lo avessero aiutato a nascondere le armi. Nella conversazione con il caporale Antonio Serafino (anche lui arrestato per la detenzione abusiva), l’allora giudice spiegava che era arrivato il tempo di trasferire le sue armi dalla villa di Tannoia e ricordava che quando erano state portate lì si era assicurato un viaggio sicuro, “grazie alla staffetta effettuata da alcuni carabinieri”.

Tags: de benedictisgiudicePuglia
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