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Home - Avvocati contro la Cassa Forense, a Foggia un flash mob promosso da Gargiulo

Avvocati contro la Cassa Forense, a Foggia un flash mob promosso da Gargiulo

Di redazione
24 Febbraio 2017
in Lettere
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Avvocati contro la Cassa Forense. Con una petizione pubblicata online  ad inizio gennaio, ha preso avvio la protesta degli avvocati contro i costi eccessivi necessari per pagare i contributi previdenziali all’Ente di categoria.

La petizione promossa da un gruppo di avvocati di Catania è destinata ad aprire un nuovo capitolo alla lotta tra Cassa Forense e avvocati ed è stata immediatamente seguita  da una serie di ulteriori iniziative, finalizzate soprattutto all’abrogazione della legge “taglia avvocati”  che, in appena 2 anni, ha costretto alla cancellazione forzata qualcosa come circa 30.000 avvocati italiani.

Premessa necessaria: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato, nell’agosto 2014, il Regolamento attuativo dell’art. 21 della Legge Professionale n. 247 del 2012, che ha imposto a tutti gli avvocati, iscritti all’apposito albo, l’iscrizione obbligatoria anche alla Cassa Forense, con versamento di un contributo di importo fisso indipendentemente dalle condizioni reddituali.  La conseguenza immediata di tale provvedimento è stata quella di cancellare forzatamente, e quindi far letteralmente sparire dagli albi professionali, circa  trentamila avvocati italiani, soprattutto più giovani e meno abbienti.

E se per gli studi legali, con giro d’affari multimilionario, il pagamento della quota di iscrizione è risultato praticamente insignificante, una significativa schiera di professionisti  ha avuto serie difficoltà a sostenere tale spesa: appunto, qualcosa come trentamila avvocati – coloro, cioè, che percepiscono un reddito inferiore ai 10.300 euro annui.

Insomma un vero e proprio dramma per quei professionisti economicamente più deboli, per i quali , in caso di cancellazione dall’Albo, sarà complicato trovare un’alternativa alla disoccupazione, vuoi per l’età anagrafica/professionale non più giovanissima, vuoi per il fatto di essere altamente specializzati in un settore del diritto e non in altri.

Pur trattandosi, forse, di un problema meno sentito dall’opinione pubblica rispetto ad altri “drammi lavorativi” cui abbiamo assistito nell’ultimo lustro – come ad esempio quello degli esodati, dei pensionati minimi e dei piccoli imprenditori costretti a chiudere per l’impossibilità di far fronte alle spese , tutto quanto sopra ha causato in questi ultimi 2 anni conseguenze catastrofiche soprattutto nei confronti di migliaia di giovani laureatisi ed abilitatisi alla professione forense con grande fatica e sacrifici umani nonchè economici rilevanti.

Lo “spazzare via”, in un sol colpo, dal mercato del lavoro migliaia e migliaia di professionisti del diritto, è una grave ingiustizia sociale che sta rendendo l’attività forense una professione “censitaria”, oltre a ripercuotersi negativamente anche sulla vita dei comuni cittadini: alterando il corretto operare dei meccanismi concorrenziali, si rischia di ledere la libertà di scelta e – in definitiva – il diritto alla difesa che l’articolo 24 della Costituzione garantisce a ogni cittadino.

Ed è proprio per sensibilizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sugli iniqui contributi previdenziali obbligatori  richiesti dalla Cassa Forense a tutti gli avvocati, compresi quelli più giovani e meno abbienti, e sugli effetti prodotti in questi 2 anni dalla legge ribattezzata “taglia avvocati” , che ha prodotto una vera e propria mattanza di decine di migliaia di avvocati meno abbienti e con un reddito basso, che  la protesta si sposta dinanzi ai Palazzi di Giustizia italiani:  martedì 25 aprile 2017, tutti coloro che potranno , ed in primis gli avvocati presenti sul posto, si ritroveranno dinanzi al Tribunale di Foggia , tutti uniti in un girotondo ,per un flash mob nazionale, proprio nel giorno della Festa della Liberazione come  metafora della necessità ,per molti avvocati italiani, di liberarsi e non essere più oppressi dai costosi ed onerosi contributi previdenziali obbligatori richiesti dalla Cassa di previdenza forense a tutti i legali italiani indipendentemente dal reddito effettivamente percepito.

Ideatore dell’originale forma di protesta è il legale foggiano, Eugenio Gargiulo, 46 anni, pugliese, avvocato dal 1996, da sempre molto cliccato sul web, tra i leader nazionali del movimento dei cosiddetti “avvocati esodati”,  già resosi protagonista di altrettanto originali forme di protesta sempre per lo stesso motivo, come quando ha organizzato un altro flash mob sulla spiaggia di Rodi Garganico coinvolgendo nella protesta anche numerosi bagnanti e turisti.

L’appuntamento è, quindi, per il flash mob di protesta, in data 25 aprile dinanzi il Tribunale di Foggia. Sarà un’altra scommessa vinta dall’intraprendente avvocato foggiano?

 

 

Tags: Cassa ForenseEugenio GargiuloFlash mobFoggia
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