Nuovo investimento nella ricerca scientifica e nella formazione avanzata all’Università di Foggia. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata (IZSPB) finanzierà con 72mila euro una borsa di dottorato destinata al corso in “Biotechnology and Smart Practices for a Sustainable Management of Natural Resources, Food and Agriculture”, attivato per il 42° ciclo accademico 2026/2027 dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria (Dafne).
La convenzione è stata sottoscritta questa mattina nell’Auditorium “Bruno di Fortunato” dell’Ateneo foggiano, consolidando una collaborazione ormai storica tra le due istituzioni nel campo della ricerca, dell’innovazione e della sicurezza alimentare.
La ricerca sulle carni di cinghiale
La borsa sosterrà il progetto di ricerca del Dafne intitolato “Indagine sulla sicurezza microbiologica delle carni di cinghiali cacciati”, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti legati alla sicurezza alimentare, alla tutela della salute pubblica e alla valorizzazione delle filiere agroalimentari attraverso un approccio multidisciplinare.
L’iniziativa si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente presenza di cinghiali sul territorio e dall’attenzione verso la prevenzione della peste suina africana, malattia che non è trasmissibile all’uomo ma rappresenta un rischio per il comparto suinicolo.
Una collaborazione consolidata
Alla firma della convenzione hanno partecipato il rettore Lorenzo Lo Muzio, il direttore del Dafne Agostino Sevi, la delegata rettorale ai Dottorati di ricerca Francesca Fortunato, il direttore generale dell’IZSPB Antonio Fasanella, il direttore sanitario Antonio Parisi, il direttore amministrativo Lorenzo Troiano, il vicedirettore sanitario Domenico Galante, la presidente del consiglio di amministrazione Gabriella Elia e i consiglieri Francesco D’Emilio e Mario Romano.
Per il rettore Lo Muzio la convenzione rafforza “un’alleanza istituzionale” capace di trasformare competenze scientifiche in valore per il territorio. Il finanziamento, ha sottolineato, rappresenta un investimento nella formazione di ricercatori qualificati e nella produzione di conoscenze utili ad affrontare le sfide della salute pubblica e della sostenibilità delle filiere agroalimentari.
Il direttore del Dafne Agostino Sevi ha evidenziato come il progetto si inserisca in un rapporto ormai consolidato tra il Dipartimento e l’Istituto Zooprofilattico, fondato sulla condivisione di competenze e progettualità scientifiche.
L’impegno dello Zooprofilattico
Il direttore generale dell’IZSPB, Antonio Fasanella, ha ricordato che non si tratta della prima borsa di dottorato finanziata dall’Istituto in collaborazione con l’Università di Foggia. Ha inoltre sottolineato il ruolo dell’ente quale Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace e per la ricerca della radioattività negli alimenti destinati agli animali, spiegando che il progetto consentirà di approfondire un settore destinato a crescere come quello della filiera delle carni di cinghiale.
La delegata rettorale Francesca Fortunato ha rimarcato la capacità dei corsi di dottorato dell’Ateneo di attrarre il sostegno di enti e istituzioni, mentre il direttore sanitario Antonio Parisi ha definito l’investimento nell’alta formazione una scelta strategica per rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere la competitività delle filiere produttive regionali, richiamando l’importanza dell’approccio “One Health”, che integra salute umana, animale e ambientale.












