Torna al centro del dibattito politico cittadino la questione dell’accoglienza dei richiedenti asilo presso la Casa della Carità. A intervenire è il movimento Città Protagonista, che con una nota torna a criticare la gestione della vicenda da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico La Marca.
Secondo il gruppo politico, il tema non può essere considerato un fatto marginale o affrontato attraverso comunicazioni frammentarie, poiché coinvolge aspetti legati alla coesione sociale, al ruolo delle istituzioni e alla gestione del territorio.
“Consiglio comunale mai informato”
Nel documento, Città Protagonista contesta apertamente il metodo seguito dal primo cittadino.
“Il sindaco Domenico La Marca ha gestito l’intera vicenda in modo opaco perché non ha informato il Consiglio, né ha coinvolto in qualche modo la città”, si legge nella nota.
Il movimento sostiene che non esisterebbero verbali, documenti o comunicazioni ufficiali capaci di chiarire i contenuti delle interlocuzioni avvenute, gli impegni eventualmente assunti o le valutazioni effettuate sul progetto di accoglienza.
La richiesta di un confronto istituzionale
Per Città Protagonista il luogo naturale nel quale affrontare una questione così delicata sarebbe stato la Conferenza provinciale permanente, organismo deputato al coordinamento tra Prefettura, Comuni e forze dell’ordine.
Secondo il movimento, non risulterebbe alcuna iniziativa del sindaco finalizzata a convocare o sollecitare tale confronto, né un coinvolgimento preventivo della comunità cittadina.
Le distanze dal referendum consultivo
Nel comunicato viene affrontata anche la proposta di referendum consultivo avanzata da altri gruppi di minoranza.
Una soluzione che Città Protagonista dichiara di non aver condiviso, ritenendo che strumenti di questo tipo non possano sostituire il ruolo delle istituzioni nella gestione di questioni disciplinate da norme nazionali, decisioni prefettizie e protocolli statali.
Secondo il movimento, il rischio sarebbe quello di trasformare una materia complessa in una contrapposizione emotiva, alimentando tensioni e spostando il dibattito dal merito delle questioni alla propaganda politica.
Il richiamo alla storia dell’accoglienza cittadina
Città Protagonista ricorda inoltre come Manfredonia abbia avuto un ruolo pionieristico nelle politiche di accoglienza.
Nel documento viene citata l’esperienza avviata nel 2004 con il progetto “Manfredonia Solidale”, poi divenuto “Capitanata Solidale”, indicato come esempio di un modello pubblico capace di coniugare inclusione e confronto istituzionale.
“La comunità sa essere accogliente senza perdere lucidità”, sostiene il movimento, ricordando il ruolo centrale che in passato ha avuto il Consiglio comunale nel dibattito sulle politiche migratorie.
Le domande sul lavoro nei campi
Tra i temi sollevati compare anche la questione delle condizioni lavorative dei migranti presenti sul territorio.
Città Protagonista chiede chiarezza su diversi aspetti, tra cui le autorizzazioni concesse, gli impegni assunti e le possibili ricadute sociali dell’accoglienza.
Particolare attenzione viene riservata al lavoro agricolo. Il movimento chiede infatti se i migranti impiegati nelle campagne siano assunti regolarmente, se godano delle necessarie tutele contro gli infortuni, se vengano retribuiti secondo contratto e se vengano versati i contributi previdenziali previsti dalla legge.
“Accoglienza significa anche tutela della dignità”
Nel comunicato viene ribadito che il tema dell’accoglienza non può essere ridotto alla sola ospitalità.
Per Città Protagonista, infatti, accogliere significa anche contrastare fenomeni di sfruttamento lavorativo, tutelare la dignità delle persone e garantire adeguati strumenti di controllo e integrazione.
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e di un confronto pubblico fondato sui fatti e sul ruolo delle istituzioni.
L’affondo finale al sindaco
Nelle conclusioni il movimento rivendica una posizione autonoma rispetto sia alla maggioranza sia alle altre forze di opposizione.
“Città Protagonista continuerà a esercitare un’opposizione autonoma, rigorosa e non allineata”, si legge nella nota.
L’affondo finale è rivolto direttamente al primo cittadino: “Manfredonia merita un dibattito adulto, anziché un’arena. Manfredonia merita anche un sindaco che informi, non uno che rincorra”.













