Una partita di calcetto per celebrare la conclusione dell’anno scolastico, ma soprattutto un’occasione per mettere in pratica valori come rispetto, collaborazione e senso delle regole. Si è svolta lo scorso 8 giugno, presso la Casa Circondariale di Foggia, l’amichevole che ha visto scendere in campo squadre miste composte da docenti e studenti detenuti dell’I.T.E.T. “Notarangelo-Rosati – Giannone-Masi”, indirizzo Tecnologico Agraria, Agroalimentare e Agroindustria.
L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso educativo sviluppato durante l’intero anno scolastico all’interno dell’istituto penitenziario. Per un pomeriggio, l’aula ha lasciato spazio al campo di gioco, trasformando l’attività sportiva in uno strumento di crescita.
“Lo sport è salute, ma è anche educazione, relazione e crescita personale – afferma il direttore della Casa Circondariale di Foggia, Michele De Nichilo –. In un istituto penitenziario il suo valore va ben oltre l’aspetto fisico, perché diventa uno strumento attraverso cui sperimentare concretamente il rispetto delle regole, il senso di responsabilità, la collaborazione e la capacità di confrontarsi con gli altri in maniera corretta. Questa partita rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha visto scuola, area trattamentale e amministrazione penitenziaria lavorare insieme per offrire alle persone detenute opportunità autentiche di crescita. Vedere docenti e studenti condividere lo stesso campo da gioco significa abbattere distanze, rafforzare relazioni positive e dare continuità a quel lavoro educativo che ogni giorno si svolge nelle aule scolastiche. Sono esperienze che contribuiscono a sviluppare competenze sociali, consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, elementi fondamentali per un percorso di responsabilizzazione e di reinserimento nella comunità. Lo sport, in questo senso, diventa una palestra di cittadinanza”.
Più che una sfida sportiva, la partita è stata vissuta come un momento di incontro e di condivisione. A sottolinearlo è la responsabile dell’Area Trattamentale, Paola Errico. “Chiudiamo un anno scolastico ricco di progetti – ha detto – scendendo in campo tutti insieme. Docenti e detenuti studenti si sono affrontati in un’amichevole che ha rappresentato un’occasione per stare insieme fuori dall’aula. Un momento in cui non ci sono stati ruoli né voti, ma soltanto un pallone, il gioco e le regole del fair play. Non ha vinto chi ha segnato di più, ma chi ha dimostrato che si può giocare insieme rispettando le regole, dentro e fuori dal campo. Questa partita ha avuto una forte valenza pedagogica e trattamentale perché ha rappresentato un’esperienza di educazione alla legalità vissuta e non semplicemente raccontata”.
Al termine dell’incontro si è svolto un momento conviviale che ha consentito a docenti, studenti e operatori di salutarsi e condividere il bilancio di un anno intenso, caratterizzato da attività formative e progettualità che hanno confermato il ruolo della scuola come presidio educativo anche all’interno del contesto penitenziario.
“La scuola – spiegano i docenti coinvolti – continua a essere un luogo di relazione, crescita e opportunità. Ringraziamo per la collaborazione il direttore del carcere, la responsabile dell’Area Educativa, il comandante Claudio Ronci e il personale di Polizia Penitenziaria, in particolare l’ispettore Antonio Crescitelli, il vice ispettore Maurizio Abbrescia e l’assistente Leandro Patriarca”.
Una partita senza vincitori né vinti, ma con un risultato condiviso: la consapevolezza che il lavoro di squadra, il rispetto reciproco e la fiducia negli altri rappresentano strumenti essenziali per ogni percorso di crescita e reinserimento sociale.










