Il nuovo Piano Casa 2026 e le prospettive della rigenerazione urbana sono stati al centro di un importante confronto istituzionale e tecnico che si è svolto questa mattina a Foggia, presso il Formedil, su iniziativa di ANCE Puglia e ANCE Foggia.
L’incontro, dal titolo “Piano Casa e Città del Futuro: Tra Rigenerazione e Infrastrutture Sociali”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti e operatori del settore edilizio per discutere delle opportunità offerte dal nuovo provvedimento nazionale destinato ad affrontare l’emergenza abitativa e sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio.
La sfida dell’emergenza abitativa
Al centro del dibattito il Piano Casa 2026, considerato dagli operatori uno strumento atteso da anni per dare risposte concrete alle difficoltà di accesso all’abitazione che coinvolgono famiglie, giovani e fasce sociali sempre più ampie.
Secondo il presidente di ANCE Foggia, Ivano Chierici, il provvedimento rappresenta un passaggio importante ma richiede strumenti operativi chiari per trasformare gli obiettivi in risultati concreti.
“Il Piano Casa 2026 rappresenta finalmente una risposta concreta a un’emergenza abitativa che da troppo tempo interessa famiglie, giovani e fasce sociali sempre più ampie del nostro Paese”, ha dichiarato.
Chierici ha però evidenziato la necessità di definire rapidamente tempi e modalità di attuazione.
“Senza un quadro chiaro di regole applicative e strumenti operativi, il rischio è che gli obiettivi condivisibili del provvedimento rimangano rallentati da procedure incerte e da una governance non sufficientemente definita”.
La sfida per la Capitanata
Per il presidente di ANCE Foggia, il territorio provinciale potrebbe diventare un esempio nazionale di applicazione delle nuove politiche abitative.
“Soprattutto per la Capitanata il Piano Casa rappresenta una grande occasione: recuperare immobili inutilizzati, ampliare l’offerta di edilizia sociale, contrastare il disagio abitativo e promuovere la riqualificazione dei quartieri più fragili”.
Secondo Chierici, Foggia potrebbe trasformarsi in un laboratorio innovativo per le politiche dell’abitare, a patto che alle risorse economiche si accompagnino strumenti amministrativi efficaci e una reale collaborazione tra enti locali e operatori del settore.
L’allarme sulla fuga dei giovani pugliesi
Tra gli interventi più significativi della mattinata quello del presidente di ANCE Puglia, Gerardo Biancofiore, che ha richiamato l’attenzione sul tema della mobilità studentesca.
“Amareggia constatare che nell’anno accademico 2024-2025 circa 40mila ragazzi pugliesi hanno scelto università extra regione nonostante l’eccellenza dei percorsi accademici esistenti in Puglia”, ha sottolineato.
Per Biancofiore il problema abitativo riguarda in modo particolare studenti universitari, giovani coppie e famiglie a basso reddito.
“Bisogna garantire la possibilità di trovare alloggi a costi calmierati nella nostra regione”, ha aggiunto, auspicando una rapida attuazione del Piano Casa.
“Senza case non si attraggono talenti”
A rafforzare il tema dell’emergenza abitativa è stato il vicepresidente nazionale di ANCE, Stefano Betti, che ha parlato di una vera e propria sfida per la competitività dei territori.
“C’è un’emergenza abitativa che è aumentata e quei territori che non danno risposte a questa emergenza saranno territori che non attrarranno talenti, non attrarranno competenze e non avranno slancio imprenditoriale”.
Secondo Betti, il sistema normativo attuale non è più sufficiente ad affrontare il problema e richiede interventi immediati.
Rigenerazione urbana e infrastrutture sociali
Il confronto ha affrontato anche il rapporto tra il nuovo Piano Casa, i Piani Urbanistici Generali e la Legge Regionale 36 sulla rigenerazione urbana.
L’obiettivo condiviso dai partecipanti è quello di sviluppare modelli di crescita urbana capaci di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e rafforzamento delle infrastrutture sociali.
Al dibattito hanno partecipato anche Loredana Capone, presidente della V Commissione del Consiglio regionale della Puglia, la presidente della Commissione speciale dell’Unione Europea sulla crisi abitativa Irene Tinagli e il professore Ezio Micelli, ordinario all’Università IUAV di Venezia.
Gli interventi hanno evidenziato la necessità di costruire politiche integrate che mettano al centro il diritto all’abitare, la qualità urbana e la capacità delle città di rispondere alle nuove esigenze sociali ed economiche.










