Sfasamenti temporali di diverse ore sull’orologio bianco visibile nelle due giustapposizioni del videomessaggio, dimissioni già firmate e portate in aula senza che le fosse consentito intervenire pubblicamente dalla presidente del Consiglio, Lia Azzarone e dal capogruppo del principale partito della coalizione, ma anche il progressivo allontanamento dalla forza politica che l’aveva proposta al tavolo del campo largo nella primavera del 2023.
Sono solo alcuni dei retroscena che hanno accompagnato le dimissioni della sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, protocollate dopo ore di mediazioni di Con, PD e indipendenti. Un percorso politico che aveva mostrato i primi segnali di frattura col partito di Giuseppe Conte già nel novembre 2023, quando la sindaca partecipò sul palco, a Roma, all’iniziativa del Partito Democratico guidato da Elly Schlein, “Per un futuro più giusto. L’alternativa c’è”, prendendo di fatto le distanze dagli equilibri originari della coalizione.
Dopo mesi di incontri, confronti e tentativi di ricomposizione, la verifica politica era arrivata ormai alle battute finali per scongiurare un voto negativo al bilancio. L’ultimo tentativo di rilancio sarebbe passato dalla revoca delle deleghe ai due assessori espressione della lista Azione Tempi Nuovi, lasciando tuttavia scoperto un settore strategico come l’Urbanistica.
Le tensioni, però, non hanno riguardato soltanto la composizione della Giunta. La nomina di Luigi Iorio, assessore per una notte, non è mai stata condivisa dai socialisti presenti in Consiglio comunale, che avrebbero preferito l’ingresso in aula di Mino Di Chiara — con il conseguente scorrimento che avrebbe coinvolto la dottoressa Carmen Russo — oppure di Stefania Rignanese, la cui eventuale surroga avrebbe favorito l’ingresso del figlio, candidato nella lista civica di Nunzio Angiola. In alternativa, il gruppo socialista avrebbe gradito la scelta di una figura tecnica come il dirigente sanseverese Michele Santarelli.
A far definitivamente saltare il tavolo delle trattative sarebbe stata, però, la lettera recapitata nella tarda serata di domenica. Nella comunicazione, la sindaca annunciava l’intenzione di procedere alla selezione, tramite avviso pubblico, del nuovo city manager o direttore generale.
Una decisione che avrebbe provocato forti malumori nel Movimento 5 Stelle. A pesare non sarebbe stata soltanto la mancata nomina di un urbanista di rilievo, ma anche la conferenza stampa di presentazione della fase di partecipazione e concertazione del Piano Sociale di Zona, organizzata insieme all’assessora Simona Mendolicchio.
Nel frattempo, all’interno della maggioranza cresce il numero di quanti ritengono necessaria una revisione più ampia degli assetti di Giunta, che potrebbe coinvolgere anche le due assessore pentastellate. Si chiede a gran voce l’azzeramento.
A rendere ancora più delicata la situazione è stata inoltre la vicenda dei cassonetti intelligenti, che ha indebolito sensibilmente la posizione della vicesindaca Lucia Aprile, pubblicamente difesa dalla sindaca proprio nelle ultime ore prima delle dimissioni.
Nella giornata di ieri, infine, hanno continuato a circolare indiscrezioni secondo cui i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle sarebbero stati richiamati all’ordine dall’ex senatrice Paola Taverna, a conferma di un clima politico sempre più teso e di una crisi che, nelle ultime settimane, appariva ormai difficilmente reversibile. I bookmaker sono impegnatissimi. In molti, forse ingenuamente, ritengono e scommettono che le dimissioni di Episcopo siano irrevocabili.










