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Home - Il bancomat fatto “perché ti amo”, le confessioni dell’indagato alla ragazza che lo rimproverava per la “vita di m….”

Il bancomat fatto “perché ti amo”, le confessioni dell’indagato alla ragazza che lo rimproverava per la “vita di m….”

Nelle intercettazioni dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sette foggiani emerge il dialogo tra il 19enne Enea Dervishi e la fidanzata

Di Redazione
7 Giugno 2026
in Cerignola e 5 Reali Siti, Inchieste
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“Se ho fatto un casino del genere è perché ti amo”. È una delle frasi contenute nelle intercettazioni finite agli atti dell’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di sette persone originarie della provincia di Foggia, accusate di aver preso parte a una serie di assalti ai bancomat utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta”, l’ordigno artigianale inserito negli sportelli Atm per provocarne l’esplosione.

Al centro di uno dei passaggi ritenuti più significativi dagli investigatori c’è Enea Dervishi, 19 anni di Orta Nova. Nelle carte dell’indagine coordinata dalla Procura di Foggia viene riportata una conversazione intercettata il 22 marzo 2026 tra il giovane e la fidanzata, appena cinque giorni dopo uno degli assalti contestati.

Secondo quanto emerge dagli atti, la ragazza rimprovera il compagno per il suo stile di vita. “Non ti porterà a niente fare questa vita di merda”. A quel punto Dervishi replica sostenendo di essersi tenuto lontano dai guai per lungo tempo, salvo aggiungere una frase che gli investigatori considerano rilevante: “Solo le macchinette ogni tanto perché non voglio stare senza soldi e non voglio farti mancare niente”.

Poco dopo il giovane rincara il concetto con parole ancora più esplicite: “Che cosa stiamo a fare… che io ho fatto un bancomat, per che cosa?”. Una dichiarazione che, secondo gli inquirenti, rappresenterebbe una sorta di ammissione rispetto alla partecipazione a un assalto a uno sportello Atm.

La reazione immediata della fidanzata è altrettanto significativa. “Vuoi stare zitto? Che cazzo parli così”, risponde la ragazza, interrompendo il discorso. Ma Dervishi insiste fino a pronunciare la frase che dà il tono all’intera conversazione: “Se ho fatto un casino del genere è perché ti amo”.

Il viaggio verso Quarrata e i messaggi sospetti

Nelle stesse informative vengono ricostruiti anche gli spostamenti del giovane nei giorni dell’assalto avvenuto a Quarrata, in provincia di Pistoia.

Gli investigatori evidenziano una serie di messaggi WhatsApp scambiati tra Dervishi e un’altra persona il 16 gennaio scorso. In uno di questi il 19enne scrive: “Mi mancano ancora 250 km”, messaggio che, secondo l’analisi dei dati telefonici, sarebbe compatibile con il tragitto verso la Toscana.

Successivamente, una volta arrivato nella zona di Prato, Dervishi comunica che è “tutto ok” e che a breve avrebbe mangiato. Per gli inquirenti si tratterebbe di espressioni apparentemente innocue ma utilizzate con linguaggio convenzionale per evitare di attirare attenzioni.

Il riferimento allo “Zio” e il ruolo di Gaetano Lopes

Particolare attenzione viene riservata anche a un messaggio inviato il giorno successivo, durante il viaggio di ritorno verso la provincia di Foggia. Rispondendo a Di Leo, Dervishi scrive infatti: “Mi ero addormentato con lo Ziooo”.

Per la procura quel riferimento sarebbe riconducibile a Gaetano Lopes, 51 anni di Carapelle, anch’egli arrestato nell’ambito dell’operazione. Gli investigatori ritengono infatti che Lopes abbia accompagnato il gruppo durante parte degli spostamenti e che il soprannome “Zio” ricorra anche in altre conversazioni intercettate.

Sette arresti nel blitz dei carabinieri

L’ordinanza eseguita dai carabinieri della Compagnia di Cerignola ha colpito Ivan Ameri, Enea Dervishi, Andrea Cordisco, Gaetano Lopes, Michele Montesano, Raffaele Cara e Denis Cara, tutti ritenuti coinvolti, a vario titolo, negli assalti ai bancomat contestati dall’accusa.

Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio ruoli e responsabilità dei singoli indagati. Come previsto dalla legge, le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi processuali e gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.

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Tags: Andrea Cordiscoassalti bancomatAtmblitz carabiniericapitanataCerignolacronacaDenis CaraEnea DervishiFrancesco Ciro Di LeoGaetano LopesIvan AmeriMarmottaMichele MontesanoOrta NovaProcura di FoggiaQuarrataRaffaele Cara
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In alto, Ivan Ameri, Simone Ameri, Andrea Agnelli, Davide Pignataro e Donato Pignatiello; sotto, Nicola Gervasio, Luca Carlino, Antonio Aghilar, Giuseppe Brattoli e Giovanni Di Gennaro

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