Dal mercoledì delle Ceneri al Corpus Domini, un intero percorso del ciclo liturgico. Tanto è durata la verifica del campo largo progressista di Maria Aida Episcopo, tra riunioni, prese di posizioni, minacce velate, ipotesi di femminicidio politico, ricongiungimenti fisici e post più o meno criptici della prima cittadina.
L’arrivo della sindaca a San Giovanni Rotondo da Giuseppe Conte non era stato dunque un passo estetico ma un gesto prodromico della fine della verifica.
Dopo mesi, per non cadere sul bilancio, Episcopo ha dovuto accettare tutte le richieste di riequilibrio delle forze politiche.
Con un atto di revoca sono fuori i due rappresentanti di Azione Tempi Nuovi di Sergio Clemente, Lorenzo Frattarolo assessore alle Attività Produttive e Daniela Patano assessora al Personale e alla Polizia Municipale.
In questo momento la sindaca starebbe firmando anche la revoca della delega all’Urbanistica per l’ingegner Pino Galasso.
Chi entrerà nel rimpasto? I Socialisti spingono per il capogruppo Mino Di Chiara che con la sua nomina farebbe entrare in aula la dottoressa Carmen Russo, figlia d’arte. Ma Episcopo dopo il gran rifiuto dell’ingegner Pippo Cavaliere all’urbanistica che con una sola mossa avrebbe permesso di salvare Patano, si sarebbe detta disposta ad accettare in squadra solo Luigi Iorio. Dubbi sulla possibilità di una nomina per l’architetto Franco Onorati, che pure era stato il nome di punta della sua lista civica, Nessuno Escluso.
Tante le critiche dalle opposizioni. Noi Moderati tra i primi ad esprimersi.
Ecco la nota di Francesco Borgese.
“Apprendiamo prima da un post pubblico del dott. Lorenzo Frattarolo e poi dalle delibere pubblicate sull’albo pretorio del Comune di Foggia del ritiro delle deleghe fiduciarie agli, ormai ex, assessori Daniela Patano e lo stesso Frattarolo.
Ai due ex assessori va il nostro saluto. Loro, così come l’intera giunta, a nostro parere non stanno apportando nulla di positivo alla causa della città di Foggia; tuttavia, vorremmo sapere come mai siano stati individuati proprio loro come gli unici responsabili di una mala gestio che è ormai sotto gli occhi di tutti.
Ci preme ricordare alla nostra sindaca un concetto fondamentale che forse le sfugge: quelle deleghe erano fiduciarie. Rappresentavano l’espressione diretta della sua scelta politica e amministrativa verso la città e verso i cittadini di Foggia.
Eppure, assistiamo all’ennesimo teatrino fatto in sordina. Scelte cruciali per il futuro di Foggia prese nel chiuso delle stanze del potere, senza mezza comunicazione ufficiale, senza una conferenza stampa, quasi come se la città fosse un interlocutore fantasma a cui non dover spiegare nulla. I cittadini di Foggia non meritano di essere trattati come sudditi che devono scoprire le cose dai social personali o spulciando i decreti comunali.
Parliamo di deleghe vitali. Lorenzo Frattarolo gestiva attività produttive, politiche del lavoro, piano del commercio, politiche agricole, promozione e sostegno alle politiche di quartiere e delle borgate. Daniela Patano aveva in mano personale e logistica comunale, servizi demografici ed elettorali, polizia locale e amministrativa, protezione civile, mobilità e traffico, toponomastica. Le materie coperte dai due assessori sono di notevole importanza e impatto per il nostro territorio, per cui si necessita assolutamente di comprendere il motivo di queste defenestrazioni. Con un colpo di spugna silenzioso, sono stati azzerati settori chiave che vanno dalla sicurezza alla mobilità, dal commercio allo sviluppo delle nostre borgate abbandonate.
Soprattutto, vorremmo sentire sul punto la voce della nostra sindaca, la quale se qualcosa non va urla ai quattro venti il suo sdegno, però poi omette tali comunicazioni di rispetto nei confronti della città. Ci rivolgiamo alla sindaca di Foggia affinché si ricordi di essere il sindaco di una città a cui dovrebbe spiegare cosa sta accadendo all’interno della sua giunta, senza giri di parole o locuzioni forbite che però nulla dicono in termini di informazioni necessarie al vivere la città e il rapporto con l’istituzione tutta, sindaco e giunta compresa.
Cara sindaca Episcopo, la trasparenza e la partecipazione tanto sbandierate in campagna elettorale dove sono finite? Foggia ha il diritto di sapere perché sono venuti meno questi rapporti di fiducia. Quali sono le reali motivazioni politiche o gestionali dietro questo siluramento?
Governare Foggia richiede coraggio e rispetto per la cittadinanza. Questo silenzio è uno schiaffo a chi vi ha dato fiducia. Pretendiamo risposte immediate, non delibere firmate di nascosto”.









