“Stamattina abbiamo colpito uno dei vertici che aveva creato una nuova banda”. È il procuratore capo della Procura della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, a sintetizzare così il significato dell’operazione che all’alba ha portato all’arresto di sette persone accusate di assalti agli sportelli Atm con l’utilizzo di esplosivi.
Al centro dell’inchiesta c’è Ivan Ameri, 19 anni, di Borgo Mezzanone, indicato dagli investigatori come il promotore e organizzatore del gruppo che avrebbe messo a segno o tentato colpi in diverse regioni italiane. Con lui sono finiti in carcere Enea Dervishi, Andrea Cordisco, Gaetano Lopes, Michele Montesano, Raffaele Cara e Denis Cara.
Infante: “Un sapere criminale diffuso”
Commentando l’operazione, il procuratore Infante ha evidenziato come il fenomeno degli assalti ai bancomat rappresenti da tempo una delle principali emergenze criminali del territorio.
“Sette arresti per detenzione di armi, furti e tentati furti ai bancomat. La nostra attenzione è massima. La nostra attività va avanti da tempo”, ha dichiarato.
Il magistrato ha ricordato come in passato siano già state accertate vere e proprie associazioni per delinquere specializzate in questo settore criminale.
“Siamo davanti a un know how molto diffuso. In passato è stata accertata anche la presenza di associazioni a delinquere. Stamattina abbiamo colpito uno dei vertici che aveva creato una nuova banda. C’è un sapere criminale diffuso ma è diffuso anche il nostro sapere”.
Un riferimento diretto all’evoluzione delle tecniche investigative che, negli ultimi anni, hanno consentito di individuare e contrastare gruppi sempre più organizzati e composti spesso da soggetti molto giovani.
“Le misure cautelari sono tante e riguardano spesso persone appena ventenni”, ha aggiunto il procuratore.
Capone: “Sventati dieci assalti”
A sottolineare la portata del lavoro svolto è stato anche il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, Giovanni Capone, che ha parlato di un impegno investigativo e preventivo costante.
“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti per arginare il fenomeno degli assalti agli Atm”, ha spiegato.
Secondo il comandante, il contrasto a questo tipo di criminalità non riguarda soltanto la Capitanata, ma coinvolge numerosi reparti dell’Arma presenti nelle regioni limitrofe.
“C’è il supporto di tutti i comandi delle regioni vicine per fermare gli assalti compiuti da persone di origine foggiana. Oggi a Orta Nova e Ordona ci sono stati altri arresti per episodi avvenuti nelle province di Pistoia e Avellino”.
Capone ha poi evidenziato come l’attività di prevenzione abbia consentito di evitare numerosi altri colpi.
“Abbiamo sventato dieci episodi tra Puglia, Basilicata e Campania. Le nostre attività vengono svolte insieme ai colleghi della Polizia di Stato in una stretta collaborazione”.
La risposta dello Stato
Per il comandante provinciale, il messaggio che emerge dall’operazione è chiaro: la presenza dello Stato sul territorio resta forte e determinata.
“Lo sforzo dell’Arma su questo territorio c’è ed è enorme. Il carabiniere vive e ama questo territorio. Sentiamo il dovere di non arrenderci mai e di dare risposte concrete”.
Parole che arrivano a poche ore dal blitz eseguito dai carabinieri della Compagnia di Cerignola e che, secondo gli investigatori, ha consentito di colpire una nuova organizzazione specializzata negli assalti ai bancomat mediante la tecnica della “marmotta”, già responsabile di un colpo da quasi 30mila euro in Toscana e di un tentato assalto in Campania.








