È stato presentato questa mattina a Foggia, presso il Centro polifunzionale di quartiere Don Michele De Paolis, il percorso di concertazione finalizzato alla redazione del Sesto Piano Sociale di Zona dell’Ambito Territoriale Area 4, uno strumento programmatorio destinato a definire le future politiche sociali del territorio attraverso un processo partecipato e condiviso.
L’Ambito ha illustrato le linee guida del nuovo piano, sottolineando la presenza di diverse fonti di finanziamento e la volontà di rafforzare la capacità amministrativa dell’ente attraverso il potenziamento degli uffici e dell’organico. Al centro della programmazione vi è il principio della coautorialità, intesa come costruzione condivisa delle politiche sociali attraverso il coinvolgimento del Terzo Settore, delle istituzioni e della cittadinanza.
La progettazione partecipata è stata indicata dall’assessora comunale al Welfare Simona Mendolicchio come lo strumento fondamentale per “rigenerare le vite”, attraverso tavoli di concertazione che consentiranno di raccogliere proposte, bisogni e contributi utili alla definizione degli interventi futuri. Un percorso che richiede impegno, visione e una profonda attenzione verso la comunità.
La dirigente Maria Rosaria Bianchi ha snocciolato il calendario degli incontri, che nella previsione più ottimistica coinvolgeranno 2mila persone. Si partirà il 15 giugno con un confronto dedicato al sistema di welfare d’accesso e all’analisi dei servizi già attuati nell’area. Il 16 giugno sarà la volta delle politiche familiari e della povertà educativa. In questa occasione verrà approfondito anche il tema “Organizziamo la speranza”, con l’obiettivo di far conoscere servizi operativi e progetti spesso non pienamente valorizzati o conosciuti dalla popolazione.
Particolare attenzione sarà riservata agli strumenti di contrasto alla povertà, ai programmi antiviolenza e alla costruzione di percorsi individualizzati, grazie a un ampio ventaglio di opportunità e servizi rivolti ai cittadini.
Il 25 giugno il focus sarà dedicato alle politiche per la disabilità e la non autosufficienza. L’Ambito sta lavorando alla realizzazione di servizi integrati destinati alle famiglie, con l’obiettivo di supportarle nel miglioramento della qualità della vita e nella presa in carico dei bisogni complessi.
Tra gli assi strategici del nuovo Piano emergono inoltre il benessere delle persone, l’innovazione sociale e il rafforzamento della partecipazione del Terzo Settore ai processi decisionali e programmatori.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la sindaca Maria Aida Episcopo, che ha evidenziato il valore del lavoro preparatorio svolto negli ultimi anni.
“L’intelaiatura di questo piano non discende da mani improvvisate, ma da lunghe interlocuzioni che hanno accompagnato il passaggio da una stagione programmatoria all’altra. È il risultato di un intreccio di contributi che, quanto più sono ampi, tanto più arricchiscono il processo di costruzione”.
La sindaca ha sottolineato come il Piano Sociale sia chiamato a definire le coordinate fondamentali delle relazioni di aiuto rivolte alle fasce più fragili della popolazione e ha ribadito l’importanza della fase di ascolto.
“Questa fase ha un significato intrinseco e nobile: mettere in dialogo le parti e le controparti della nostra città. Tengo molto all’efficacia di questi tavoli, che non devono coinvolgere soltanto le associazioni tradizionalmente impegnate nel settore, ma tutte le istituzioni e i cittadini che desiderano offrire un suggerimento. Nob c’è nessuno che ha la bibbia pronta, sono convinta che questo percorso di ascolto debba essere il più pletorico possibile”.
Episcopo ha inoltre evidenziato come il percorso sia ancora in una fase iniziale, anche in considerazione dell’incertezza relativa ad alcune risorse economiche.
“Il cammino verso il nuovo Piano Sociale è ancora lungo e non abbiamo una contezza definitiva dei budget assegnati per tutti i comparti. È però nostra intenzione guardare anche al mondo dell’istruzione, per moltiplicare le occasioni legate al tempo scuola e rafforzare le opportunità educative”.
In chiusura, la sindaca ha espresso fiducia nel percorso avviato: “Ben venga questa fase di ascolto. Questo piano deve necessariamente essere migliore del precedente, perché esiste una tensione al miglioramento che viene avvertita da tutti”.
Sulla stessa linea l’intervento di Serafina Croce, dirigente della Pubblica Istruzione, che ha rimarcato il valore della programmazione integrata tra i diversi settori della pubblica amministrazione.
“Lo strumento programmatorio serve proprio a questo: fare dialogare universi differenti. Coesione, inclusione, diritti civili e diritti sociali devono procedere insieme per costruire risposte più efficaci ai bisogni della comunità”.
Le varie realtà associative o i singoli cittadini possono presentare fino a tre proposte per ogni istanza di partecipazione. Sarà valutata la coerenza dell’idea, sul sito dell’ambito è stata predisposta una pagina tematica con i vari tavoli e con tutti i documenti utili per partecipare consapevolmente alla concertazione.










