Le carceri italiane continuano a vivere una delle fasi più drammatiche degli ultimi anni tra sovraffollamento, suicidi e condizioni detentive sempre più critiche. È il quadro emerso dal XII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato oggi, che fotografa un sistema penitenziario in forte sofferenza.
Secondo il dossier, il 2024 è stato l’anno con il più alto numero di suicidi mai registrato negli istituti di pena italiani: almeno 91 detenuti si sono tolti la vita, superando il precedente record del 2022.
Nei primi cinque mesi del 2025 i suicidi sono già saliti ad almeno 33.
Record anche per le morti in carcere
Il rapporto segnala inoltre che il 2024 è stato anche l’anno con il maggior numero complessivo di decessi nelle carceri italiane.
Secondo i dati raccolti da Ristretti Orizzonti, le morti sarebbero state 246, mentre il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ne conta 245.
Nei primi cinque mesi del 2025 si registrano già 100 decessi complessivi, dieci in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il tasso di suicidi più alto di sempre
Antigone evidenzia che nel 2024 il tasso di suicidi in carcere ha raggiunto quota 14,8 casi ogni 10mila detenuti, calcolato su una popolazione media di oltre 61mila persone.
Ancora più allarmante il dato relativo ai detenuti stranieri: con 41 suicidi su una popolazione media di circa 19mila persone, il tasso sale a 21,2 casi ogni 10mila detenuti, quasi il doppio rispetto a quello registrato tra i detenuti italiani.
Sovraffollamento, Foggia tra le peggiori in Italia
A rendere ancora più critica la situazione è il problema del sovraffollamento.
Secondo il rapporto, sono 73 gli istituti penitenziari italiani con un tasso di affollamento pari o superiore al 150%, mentre otto strutture superano addirittura il 200%.
Tra queste figura anche la casa circondariale di Foggia, indicata con un tasso di sovraffollamento del 225%, uno dei più alti a livello nazionale.
Peggio fa soltanto il carcere di Lucca con il 240%. Seguono Grosseto con il 213%, Lodi con il 212%, Milano San Vittore, Brescia Canton Mombello e Udine al 210%, mentre Latina si attesta al 204%.
Meno ingressi ma detenuti in aumento
Il rapporto evidenzia inoltre un dato ritenuto particolarmente significativo: la crescita della popolazione detenuta avviene nonostante il calo degli ingressi dalla libertà.
Gli ingressi in carcere sarebbero infatti scesi dai 43.489 del 2024 ai 42.005 del 2025.
Continua inoltre a diminuire la quota di detenuti in custodia cautelare: le persone in attesa di primo giudizio rappresentavano il 15,3% della popolazione carceraria a fine 2024 e il 14,7% a fine 2025.









