Dalla Striscia di Gaza alle aule dell’Università di Foggia, con la speranza di poter costruire un futuro lontano dalla guerra. È una storia di accoglienza, cooperazione e diritto allo studio quella che questa mattina ha visto protagonisti il dottor Basel Abu Amro e la dottoressa Wed Alsaba, accolti ufficialmente nell’Auditorium “Bruno Di Fortunato” di Palazzo Ateneo.
I due giovani palestinesi proseguiranno il loro percorso accademico a Foggia grazie a due borse di studio destinate al corso di laurea magistrale in Clinical and Experimental Biology, nell’ambito del programma IUPALS – Italian Universities for Palestinian Students.
Il progetto dei “corridoi universitari”
L’iniziativa è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con la CRUI e il Ministero dell’Università e della Ricerca.
L’Università di Foggia figura tra i 21 Atenei italiani coinvolti nel progetto dei cosiddetti “corridoi universitari”, che hanno consentito a 72 studenti palestinesi di lasciare territori segnati dal conflitto per continuare gli studi in Italia.
Un progetto che punta a garantire il diritto alla formazione anche in contesti di emergenza umanitaria.
Lo Muzio: “L’Università presidio di pace”
Durante la conferenza stampa, il rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio, ha sottolineato il valore umano e simbolico dell’iniziativa.
“In un tempo segnato dai conflitti, l’Università deve essere presidio di pace, dialogo e solidarietà tra i popoli”, ha dichiarato.
“Offrire a questi studenti la possibilità di proseguire il proprio percorso accademico significa non soltanto garantire il diritto allo studio, ma anche affermare con forza il valore della pace e della cooperazione internazionale”.
Le testimonianze dei due studenti
Alla presentazione hanno preso parte anche la prorettrice vicaria Donatella Curtotti e gli stessi studenti palestinesi, che hanno condiviso la propria esperienza personale offrendo una testimonianza di resilienza, speranza e desiderio di ricostruzione attraverso lo studio.
Per l’Ateneo foggiano si tratta di un momento definito di “straordinario valore umano” per l’intera comunità universitaria.
Un segnale di accoglienza e cooperazione
L’arrivo di Basel Abu Amro e Wed Alsaba rappresenta anche un segnale concreto di apertura internazionale da parte dell’Università di Foggia, impegnata nei programmi di cooperazione e inclusione accademica.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di sostegno agli studenti provenienti da aree colpite da conflitti e crisi umanitarie, con l’obiettivo di trasformare l’istruzione in uno strumento di pace e futuro.










