Un’associazione per delinquere strutturata e radicata nel territorio di Conversano, capace di gestire traffici di droga, intimidazioni ed estorsioni anche con ordini impartiti dal carcere. È quanto emerge dall’operazione eseguita dai carabinieri della Compagnia di Monopoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che ha portato all’arresto di tredici persone accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata alla cessione di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi ed estorsione in concorso.
L’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari, Alfredo Ferraro, su richiesta della DDA.
La rete dello spaccio a Conversano
Le indagini, sviluppate dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile di Monopoli attraverso pedinamenti, osservazioni, attività tecniche e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avrebbero consentito di ricostruire l’esistenza di un gruppo criminale stabile operante nel comune barese.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip, il sodalizio avrebbe gestito un articolato traffico di cocaina, hashish e marijuana attraverso cessioni al dettaglio effettuate sia con consegne a domicilio sia all’interno di un bar del centro urbano di Conversano.
Gli investigatori parlano di un’organizzazione ben strutturata, con ruoli distinti tra gli affiliati e basi operative utilizzate per lo stoccaggio e il confezionamento della droga.
Le richieste di sostanza stupefacente sarebbero avvenute tramite conversazioni telefoniche con linguaggio criptico e utenze dedicate.
Le minacce dal carcere e i “pizzini”
Tra gli aspetti più delicati emersi dall’inchiesta ci sono anche episodi di estorsione e intimidazione che, secondo l’accusa, sarebbero stati ordinati direttamente dal presunto capo dell’organizzazione mentre si trovava detenuto nella Casa circondariale di Bari.
L’uomo avrebbe imposto modalità di approvvigionamento della droga e ordinato minacce e ritorsioni attraverso altri affiliati o tramite “pizzini”.
Le intimidazioni sarebbero state utilizzate per recuperare crediti legati all’acquisto di stupefacenti oppure come ritorsione nei confronti di persone che avevano reso dichiarazioni accusatorie in altri procedimenti giudiziari.
Le armi sequestrate
Nel corso delle indagini sono emersi anche episodi di detenzione illegale di armi da fuoco. I carabinieri avrebbero sequestrato, in diverse occasioni, due pistole modificate trovate a bordo di veicoli in uso agli indagati.
Chi sono gli arrestati
Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Antonella Camponobile, 35 anni, Nicola Camponobile, 28 anni, Anna Caputo, 53 anni, Cosimo Di Lorenzo, detto “Il commissario”, 48 anni, Luca Giannoccaro, 33 anni, Pasquale Giannoccaro, 38 anni, Alessio Guardavaccaro, 30 anni, Alessandro Lomele, detto “Celestino”, 42 anni, e Rocco Panarelli, 55 anni, tutti residenti a Conversano.
Arresti domiciliari invece per Vincenzo Magistà, 41 anni, e Giuseppe Roberto Del Re, 40 anni, anche loro di Conversano.
Lomele, dipendente Arif, è candidato alle prossime elezioni comunali di Conversano nella lista del Partito Democratico.
La precisazione della DDA
La Direzione Distrettuale Antimafia ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Dopo l’esecuzione delle misure cautelari seguiranno gli interrogatori di garanzia e il confronto con le difese.










