La superstrada del Gargano “non sarà mai e poi mai completata”. A pronunciare parole destinate ad alimentare il dibattito è stato Giuseppe Nobiletti, sindaco e presidente della Provincia di Foggia, intervenuto all’assemblea pubblica organizzata a Vieste dal comitato Pro superstrada. Un confronto acceso, al quale hanno preso parte amministratori, cittadini, ambientalisti e rappresentanti istituzionali, tutti divisi sul destino di un’infrastruttura considerata da alcuni strategica e da altri inutile e dannosa.
I dubbi di Nobiletti: “Mancano soldi e autorizzazioni”
Nobiletti non ha lasciato spazio a interpretazioni. “È inutile prenderci in giro”, ha dichiarato davanti alla platea, spiegando che allo stato attuale gli unici tratti concretamente realizzabili sarebbero quelli tra Vico del Gargano e Peschici, già appaltato in fase di progettazione, e il collegamento Peschici-Vieste, finanziato con le risorse stanziate durante il Governo Conte-PD.
Secondo il presidente della Provincia, il problema principale riguarda il completamento dell’arteria tra Vieste e Mattinata. “Occorre quasi un miliardo di euro”, ha spiegato, sottolineando anche il nodo dei vincoli ambientali imposti dal Parco Nazionale del Gargano. “Bisogna superare la legge che impedisce di fare grandi opere in area 1 del Parco”.
Parole che hanno raffreddato le aspettative di chi sperava in un’accelerazione sul progetto.
D’Arenzo: “E’ un diritto del territorio”
Di tono completamente diverso l’intervento del sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo, che ha ribadito la necessità dell’opera senza alcuna esitazione. Per il primo cittadino, il Gargano continua a pagare ritardi infrastrutturali non più tollerabili.
“E’ inaccettabile che nel 2026 dobbiamo stare dietro alla burocrazia per ottenere un nostro diritto”, ha affermato. “Questa è un’opera strategica e non dovrebbe avere bisogno di nessuna autorizzazione”.
Una posizione condivisa da gran parte del fronte favorevole alla superstrada, convinto che il potenziamento della viabilità sia indispensabile per turismo, economia e servizi essenziali.
Gatta: “Opera utile ma servono risorse”
All’assemblea era presente anche il parlamentare Giandiego Gatta, che ha confermato il proprio sostegno al progetto, pur evidenziando le difficoltà economiche e normative.
“Sono da sempre favorevole a questa infrastruttura”, ha detto. “E’ utile non solo ai turisti ma soprattutto alle comunità di questa parte di Gargano che devono raggiungere le principali città e i presidi sanitari della provincia”.
Anche Gatta, però, ha riconosciuto che i fondi attualmente disponibili coprono soltanto il primo lotto. Sul tratto Vieste-Mattinata, ha aggiunto, oltre alla questione finanziaria resta aperto il problema dei vincoli ambientali.
Il Parco: “Dobbiamo rispettare la normativa”
A prendere posizione è stato anche il commissario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro, chiamato indirettamente in causa durante il dibattito.
“Il Parco fa il Parco”, ha dichiarato. “È un ente chiamato a tutelare e conservare l’ambiente e soprattutto a rispettare la normativa vigente”.
Di Mauro ha comunque parlato della necessità di trovare “il giusto punto di equilibrio” tra la tutela ambientale e le esigenze delle comunità locali, tentando di smorzare la contrapposizione tra sviluppo e conservazione del territorio.
Gli ambientalisti: “Opera inutile e dannosa”
All’incontro hanno partecipato anche gli ambientalisti, contrari alla realizzazione della superstrada. Secondo le associazioni presenti, l’opera rappresenterebbe un enorme impatto sul territorio senza risolvere realmente i problemi del Gargano.
“Un’opera pensata male che difficilmente verrà completata”, ha dichiarato Tonio Sigismondi, responsabile dell’associazione Altura Puglia. “ANAS è in netto ritardo e non ha le risorse utili”.
Sigismondi ha contestato l’idea che nuove strade rappresentino la soluzione ai problemi dell’area garganica. “I cittadini di Vieste vogliono la strada per raggiungere prima e meglio l’ospedale? Perché non lottano per avere un presidio sanitario a Vieste? E poi c’è l’elisoccorso che a quanto pare funziona bene”.
Un intervento che ha riacceso lo scontro tra chi considera la superstrada una priorità assoluta e chi invece punta sulla messa in sicurezza delle arterie esistenti e sul rafforzamento dei servizi sanitari.






