L’aumento dell’Irpef deciso dalla Regione Puglia per coprire il disavanzo sanitario “non segna una partenza brillante” per la nuova amministrazione guidata da Antonio Decaro. A sostenerlo è Elena Gentile, ex assessora regionale alla Salute della giunta Vendola, pediatra di Cerignola e oggi esponente di Sinistra italiana dopo l’ultima esperienza nel Pd conclusa nel 2019.
In un’intervista rilasciata a Repubblica Bari, Gentile critica duramente la gestione della sanità pugliese negli ultimi anni e chiede spiegazioni all’ex presidente Michele Emiliano e all’ex assessore alla Sanità Raffaele Piemontese sull’esplosione del deficit.
“La gente vive tra paura e precarietà”
Per Gentile, la scelta di aumentare la pressione fiscale arriva in un momento sociale ed economico delicato.
“È un momento troppo difficile per i cittadini, non è un periodo che consente l’aumento della pressione fiscale”, afferma l’ex assessora, sostenendo che sarebbe stato necessario intervenire con ulteriori tagli di bilancio.
Tra i capitoli contestati ci sono finanziamenti per eventi, feste e società partecipate.
“In questi anni sono state finanziate festine, processioni e feste patronali”, osserva, aggiungendo che sarebbe stato necessario verificare anche il funzionamento delle società in house e il numero delle assunzioni effettuate negli ultimi due anni.
“Si è speso troppo e male”
Gentile punta il dito contro la crescita del disavanzo sanitario, passato — ricorda — da 72 milioni a circa 350 milioni in tre anni.
“Bisogna controllare le spese, ora non controlla nessuno”, sostiene, parlando apertamente di “clientele” e criticando anche il concorso per infermieri bandito a ridosso delle elezioni regionali.
“Si è speso troppo e male”, attacca ancora, citando tra gli esempi l’ospedale Covid in Fiera a Bari, la fabbrica delle mascherine e alcune scelte organizzative sulla rete ospedaliera.
Secondo l’ex assessora, per risanare i conti qualche ospedale intermedio potrebbe subire ridimensionamenti, pur sottolineando che “i cittadini devono capire che non possono avere un ospedale sotto casa”.
“Emiliano e Piemontese devono spiegare”
Pur riconoscendo che i trasferimenti statali alla sanità siano diminuiti, Gentile ritiene che il problema pugliese sia anche gestionale.
“Se su sei Asl un paio sono in pareggio significa che bisogna intervenire sulla gestione economica e sanitaria delle altre”, afferma.
Da qui la richiesta di chiarimenti agli ex vertici regionali.
“Michele Emiliano e Raffaele Piemontese devono dare spiegazioni ai pugliesi”, dichiara Gentile, sottolineando come oggi i cittadini paghino la sanità “tre volte”: con le tasse, con l’aumento dell’Irpef e infine ricorrendo al privato per evitare attese troppo lunghe.
Liste d’attesa e medicina territoriale
L’ex assessora affronta anche il tema delle liste d’attesa, sostenendo che i controlli sulle prenotazioni dovrebbero essere effettuati ogni mese e non solo in momenti particolari della legislatura.
Secondo Gentile, il problema dell’invecchiamento della popolazione non può essere affrontato soltanto aumentando gli esami diagnostici.
“L’anziano ha bisogno di cure e assistenza domiciliare, non di fare la tac ogni tre mesi”, osserva.
Tra le priorità indicate ci sono il potenziamento delle rsa, della medicina territoriale e degli ospedali periferici, mentre sulle future Case di comunità l’ex assessora esprime forte scetticismo.
“Si riveleranno un dramma perché non ci sono medici e infermieri”, conclude.











