“Bloccare nuovi flussi e regolarizzare prima chi già vive e lavora in Italia”. È la posizione espressa dall’assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Foggia, Giulio De Santis, che interviene sul tema immigrazione e sicurezza dopo l’aggressione avvenuta nei giorni scorsi in un negozio di via Castiglione, dove una giovane commerciante è rimasta ferita durante un tentato furto.
Nel lungo documento diffuso dall’assessorato, De Santis esprime solidarietà alla ragazza aggredita e chiede un rafforzamento immediato della presenza dello Stato sul territorio.
“Chi lavora e tiene aperta un’attività commerciale deve sentirsi protetto dalla presenza forte e concreta dello Stato”, afferma.
“Alla Capitanata quasi metà delle quote pugliesi”
L’assessore richiama i numeri del Decreto Flussi 2026, autorizzato dal Dpcm del 2 ottobre 2025.
Secondo i dati citati da De Santis, alla Regione Puglia sarebbero state assegnate oltre 14mila quote complessive, di cui più di 6.800 destinate alla sola provincia di Foggia.
“Quasi una quota su due assegnate alla Puglia viene concentrata nella sola Capitanata”, sottolinea.
Particolarmente rilevante, secondo l’assessore, sarebbe il dato relativo al comparto agricolo: oltre il 70% delle quote agricole pugliesi sarebbe destinato proprio al territorio foggiano.
“Servono più uomini e controlli”
Per De Santis, questi numeri rendono ancora più urgente il potenziamento delle forze dell’ordine e dei presìdi di sicurezza.
“Non si può chiedere a un territorio complesso come il nostro di sostenere da solo un impatto sociale, lavorativo e di sicurezza così rilevante senza garantire strumenti adeguati”, scrive.
L’assessore ribadisce la necessità di:
- aumentare i controlli;
- rafforzare gli organici delle forze dell’ordine;
- intensificare il contrasto al caporalato;
- aumentare la presenza dello Stato nei quartieri e nelle campagne.
La proposta: “Seguire il modello spagnolo”
Nel documento, De Santis propone di guardare al modello adottato dalla Spagna, basato su percorsi straordinari di regolarizzazione degli immigrati già presenti sul territorio.
“Perché continuare a creare nuovi flussi senza affrontare prima il problema di chi è già presente?”, si chiede.
Secondo l’assessore, regolarizzare chi vive e lavora già in Italia significherebbe:
- aumentare sicurezza e controlli;
- ridurre lavoro nero e sfruttamento;
- sottrarre persone alla clandestinità;
- contrastare caporalato e criminalità.
Lasciare migliaia di persone nell’irregolarità, invece, rischierebbe di alimentare marginalità sociale e vulnerabilità.
I dubbi sul sistema dei flussi
De Santis richiama anche alcuni dati contenuti nei report della campagna “Ero Straniero”, secondo cui solo una piccola parte delle quote autorizzate negli ultimi anni si sarebbe trasformata in permessi di soggiorno effettivi e rapporti di lavoro stabili.
Secondo le stime citate, nel 2024 soltanto il 7,8% delle quote avrebbe portato a una reale regolarizzazione, mentre nel 2025 il dato si sarebbe attestato intorno al 7,9%.
“Questo significa che oltre 90 persone su 100 previste dal sistema dei flussi non arrivano alla piena regolarizzazione”, osserva l’assessore.
“La nostra richiesta non era propaganda”
Il documento si conclude con un nuovo appello al Governo per il rafforzamento della sicurezza in Capitanata.
“Da mesi il Comune di Foggia e il nostro assessorato chiedono più uomini, più mezzi e un rafforzamento strutturale degli organici delle forze dell’ordine”, conclude De Santis.
“Oggi quei numeri ufficiali del Governo dimostrano ancora di più quanto quella richiesta non fosse propaganda, ma una necessità reale e urgente”.











