Centotrentatré nuovi agenti di polizia penitenziaria destinati agli istituti di pena del distretto Puglia-Basilicata, ma per il SAPPE non basteranno neppure a compensare i pensionamenti imminenti. È dura la presa di posizione del Sindacato autonomo polizia penitenziaria dopo la diffusione, da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, delle sedi di assegnazione degli allievi agenti usciti dal 186° corso.
Secondo il sindacato, il contingente inviato nelle carceri pugliesi non consentirà alcun reale miglioramento della situazione negli istituti penitenziari della regione, già segnati da sovraffollamento cronico, carenza di personale e condizioni sempre più difficili per detenuti e agenti.
Sovraffollamento oltre il 170%
Il SAPPE parla di una situazione “praticamente immutata se non peggiorata”, evidenziando come nelle carceri pugliesi il numero dei detenuti continui a crescere quotidianamente. I dati riportati dal sindacato indicano oltre 4.500 detenuti a fronte di circa 2.600 posti disponibili, con un tasso di affollamento che supera il 170%.
Una situazione che, secondo il sindacato, provoca anche gravi conseguenze economiche per lo Stato. Viene infatti ricordato che, in base alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, ai detenuti ai quali non vengono garantiti almeno tre metri quadrati di spazio spettano risarcimenti pari a 8 euro al giorno. “Solo in Puglia – sostiene il SAPPE – si tratta di centinaia di migliaia, se non milioni di euro pagati ogni anno dai contribuenti”.
La distribuzione degli agenti
Il nuovo contingente sarà distribuito tra i vari istituti del distretto con 123 uomini e 10 donne. A Foggia arriveranno 17 unità, mentre Lecce ne riceverà 31. Previsti inoltre 15 agenti a Taranto, 14 a Trani, 11 a Bari, 8 a Turi, 7 a Brindisi e Potenza, 9 a Matera e Melfi, 4 a Lucera e una sola unità a San Severo.
Una distribuzione che il SAPPE ha contestato duramente durante l’incontro svoltosi a Bari il 29 aprile scorso, ritenendola inadeguata rispetto alla gravità della situazione penitenziaria regionale.
“Poliziotti costretti a turni fino a 20 ore”
Nel comunicato il sindacato denuncia anche le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria, parlando di “turni massacranti” che arriverebbero fino a 20 ore continuative e di operatori costretti a gestire contemporaneamente centinaia di detenuti.
Il SAPPE lamenta inoltre l’assenza di interventi concreti da parte della politica, delle autorità regionali e della magistratura, accusate di sottovalutare le criticità del sistema carcerario pugliese.
Annunciate proteste eclatanti
Il sindacato annuncia infine iniziative di protesta nei prossimi giorni. Tra le azioni previste vi sarebbe quella di colorare di rosso alcune aree esterne delle carceri pugliesi, simbolicamente “con il sangue dei poliziotti aggrediti e dei detenuti che si suicidano o si feriscono per protesta”.
Secondo il SAPPE, il sistema penitenziario regionale sarebbe ormai “al di fuori di ogni legge” e necessiterebbe di interventi immediati e strutturali per garantire sicurezza e condizioni dignitose sia agli agenti sia ai detenuti.









