San Giovanni Rotondo si è stretta attorno a Casa Sollievo della Sofferenza per celebrare il 70esimo anniversario dell’ospedale voluto da Padre Pio, inaugurato il 5 maggio 1956. Una giornata intensa, vissuta tra fede, memoria e partecipazione, alla presenza di fedeli, religiosi, autorità civili e militari.
Il corteo con la reliquia di Padre Pio
Le celebrazioni si sono aperte con un momento altamente simbolico: il corteo processionale partito dalla Chiesa di San Pio ha accompagnato l’urna contenente la reliquia del corpo del Santo fino al pronao dell’ospedale.
Un percorso carico di significato, concluso nel punto esatto in cui, settant’anni fa, Padre Pio pronunciò il suo storico discorso inaugurale.
La messa solenne con Parolin
Subito dopo si è svolta la Concelebrazione Eucaristica presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, con l’animazione del Coro Sant’Agnese in Piazza Navona diretto dal maestro Paolo Teodori.
Un momento centrale della giornata, che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli e rappresentanti istituzionali.
Il ricordo delle origini
Nel suo saluto iniziale, padre Franco Moscone, presidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, ha rievocato le parole di Guglielmo Sanguinetti, figura chiave nella realizzazione dell’ospedale, sottolineando il valore storico e spirituale dell’Opera nata dal carisma di Padre Pio.
Il messaggio del Papa
Durante l’omelia, il cardinale Parolin ha trasmesso il messaggio di Papa Leone XIV, ribadendo la vicinanza della Santa Sede all’ospedale e a tutti coloro che vi operano.
“Sono lieto di comunicarvi il sostegno e la vicinanza del Papa, che desidera ribadire la sua fiducia all’Opera e a tutti coloro che vi lavorano. Il Santo Padre ha a cuore la situazione di Casa Sollievo della Sofferenza”.
Un passaggio significativo, che assume particolare rilievo anche alla luce delle recenti tensioni legate alla vertenza interna.
“Serve la collaborazione di tutti”
Parolin ha poi aggiunto un messaggio chiaro sul futuro dell’ospedale: “Questo cammino potrà costruirsi con l’impegno e con la collaborazione di tutti”.
Un invito all’unità e alla responsabilità condivisa, nel segno di una storia lunga settant’anni che continua a rappresentare un punto di riferimento per la sanità e la spiritualità.











