Entrerà nel vivo l’8 maggio il processo davanti alla Corte d’assise di Foggia a carico di Soccorsa Marino, la 31enne di San Severo accusata dell’omicidio del compagno Mario La Pietra, ucciso con una coltellata all’addome la sera del 5 marzo 2025.
I primi testimoni in aula
Nella prossima udienza saranno ascoltati i primi tre testimoni dell’accusa, tutti carabinieri che hanno svolto le indagini sul caso. Si apre così la fase istruttoria di un processo che si annuncia lungo e complesso, con un totale di 56 testimoni citati tra accusa, parte civile e difesa.
Nell’udienza precedente, la Corte ha ammesso tutte le prove richieste dal pubblico ministero Roberto Galli, dall’avvocato Maurizio D’Andrea, legale dei familiari della vittima, e dall’avvocato Rosario De Cesare, difensore dell’imputata.
Le accuse: omicidio volontario
Secondo l’accusa e la parte civile, Marino avrebbe ucciso volontariamente il compagno al culmine di un rapporto segnato da contrasti e litigi. In aula sarà valorizzato anche un episodio precedente, quando la donna avrebbe pronunciato una frase ritenuta significativa: “gli ho tirato il coltello”, riferita alla madre della vittima.
Per l’accusa, un elemento che si inserisce in un contesto di tensioni familiari e minacce.
La difesa: “Una fatalità”
Di tutt’altro tenore la versione fornita dall’imputata, che si è sempre dichiarata innocente. Marino parla di una tragica fatalità: quella sera, racconta, stava tenendo in braccio uno dei figli mentre con l’altra mano tagliava delle cipolle.
Durante un litigio verbale, La Pietra si sarebbe avvicinato e ci sarebbe stato un impatto accidentale con il coltello, senza che inizialmente nessuno dei due si rendesse conto della gravità della ferita.
Il giovane fu soccorso e trasportato in ospedale, dove morì poco dopo.
Le ipotesi alternative
La difesa, rappresentata dall’avvocato De Cesare, punta a far cadere l’accusa di omicidio volontario, sostenendo la tesi dell’omicidio colposo. In subordine, viene ipotizzato il delitto preterintenzionale, escludendo comunque la volontà di uccidere, anche alla luce del fatto che fu inferta una sola coltellata.
Le misure cautelari
Marino era stata arrestata il 17 settembre 2025 su ordinanza del gip e condotta in carcere. Il 10 novembre successivo il Tribunale del Riesame ha parzialmente accolto il ricorso della difesa, concedendole gli arresti domiciliari.
Ora sarà il processo a stabilire la verità su una vicenda che ha scosso profondamente la comunità di San Severo.











