Si accende lo scontro politico a Manfredonia dopo l’uscita del consigliere comunale Nicola Mangano da Manfredonia Civica e il suo passaggio al movimento Molo 21. Una decisione che lo stesso esponente con delega allo Sport ha rivendicato con un lungo comunicato, a cui ha fatto seguito una replica durissima del coordinamento della lista civica.
Le ragioni di Mangano: “Scelta responsabile, non trasformismo”
Nel suo intervento, Mangano respinge le accuse di incoerenza e trasformismo, spiegando che la decisione è maturata nel tempo a seguito di un progressivo svuotamento politico interno al movimento.
Secondo il consigliere, già dopo la formazione della giunta il coordinatore di Manfredonia Civica avrebbe assunto una posizione critica verso l’amministrazione, interrompendo la partecipazione alle riunioni di coalizione e venendo meno al confronto politico.
Mangano parla di “vuoto politico evidente”, denunciando l’assenza di riunioni, iniziative e una linea condivisa. Da qui la scelta di aderire a Molo 21, rivendicata come un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini e del mandato ricevuto.
“Il mio impegno istituzionale è sempre stato improntato alla responsabilità, alla trasparenza e alla centralità degli interessi della città”, sottolinea, respingendo ogni accusa di tradimento politico.
La replica di Manfredonia Civica: “Percorso opportunistico”
Di segno opposto la risposta del coordinamento di Manfredonia Civica, che attacca frontalmente il consigliere parlando di “peso politico inconsistente” e accusandolo di aver costruito negli anni un percorso segnato da continui riposizionamenti.
Secondo il movimento, l’uscita di Mangano non sarebbe frutto di una scelta politica ma “dell’ennesimo riposizionamento personale”, dettato dalla ricerca di una collocazione più conveniente.
Nel comunicato si contesta anche l’attività amministrativa del consigliere, definita priva di incisività: “Non ricordiamo una battaglia riconoscibile, una proposta incisiva o un contributo sostanziale per la città”.
Particolarmente duro il passaggio sulla delega allo Sport, descritta come “più esibita che esercitata”, tra eventi di contorno e assenza di una vera programmazione su impianti e investimenti.
Accuse incrociate sulla coerenza politica
Il nodo centrale dello scontro resta quello della coerenza. Mangano accusa il movimento di essersi sottratto al confronto politico e di non aver mai esercitato una reale linea amministrativa.
Manfredonia Civica ribalta la prospettiva, sostenendo che il consigliere abbia invece costruito nel tempo un percorso segnato da cambi di posizionamento, candidature e appoggi variabili, sempre orientati alla convenienza personale.
Vengono richiamati anche episodi politici recenti, tra elezioni regionali e provinciali, per rafforzare la tesi di un impegno ritenuto incoerente.
Uno scontro che segna gli equilibri locali
Il botta e risposta evidenzia una frattura ormai netta tra Mangano e il movimento che lo aveva sostenuto alle elezioni comunali del 2024. Una rottura che rischia di avere ripercussioni sugli equilibri politici locali e sulla tenuta dei rapporti all’interno dell’area civica.
Sul fondo resta una contrapposizione netta tra due narrazioni opposte: da un lato la rivendicazione di una scelta “responsabile”, dall’altro l’accusa di opportunismo politico.













