Si ridimensiona il caso di presunto stalking tra vicini a Mattinata, finito nei giorni scorsi al centro della cronaca locale anche attraverso video e ricostruzioni diffuse da diverse testate, tra cui l’Immediato. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia ha infatti disposto la revoca della misura cautelare nei confronti dell’indagato, ritenendo venuti meno i gravi indizi di colpevolezza.
La decisione del Gip
Con ordinanza del 4 maggio, il giudice Mario De Simone ha accolto l’istanza della difesa, revocando il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un 62enne di Mattinata. A riguardo il pm non ha espresso il parere e ha inoltre ricevuto la nota dei carabinieri sulla inapplicabilità dello stesso braccialetto elettronico.
Alla base della decisione, una rivalutazione degli elementi emersi nel corso dell’interrogatorio di garanzia e della documentazione prodotta dalla difesa. In particolare, il giudice evidenzia come siano emerse “ulteriori circostanze” tali da modificare il quadro accusatorio iniziale.
Determinante anche la produzione di certificazioni mediche che attesterebbero episodi di aggressione subiti dallo stesso indagato da parte della persona offesa e dei suoi familiari.
“Conflittualità reciproca tra nuclei familiari”
Nel provvedimento si sottolinea come il caso non possa essere ricondotto a una dinamica unilaterale di stalking, ma piuttosto a una situazione più complessa di “conflittualità reciproca di nuclei familiari”.
Una circostanza che ha portato il gip a ritenere non più sussistenti i gravi indizi di colpevolezza necessari per mantenere la misura cautelare, disponendone quindi la revoca.
Il ruolo dei video e la ricostruzione iniziale
La vicenda aveva avuto ampia eco mediatica nei giorni scorsi, anche per la diffusione di video che mostravano momenti di tensione tra le parti. Elementi che avevano contribuito a delineare un quadro iniziale ritenuto grave, ora però rimesso in discussione dagli sviluppi investigativi.
Il giudice ha infatti disposto ulteriori approfondimenti, ritenendo necessario valutare con maggiore attenzione le dichiarazioni della persona offesa alla luce del contesto emerso.
La posizione della difesa
A commentare la decisione è l’avvocato Michele Arena, difensore dell’indagato, che sottolinea come il provvedimento confermi la necessità di analizzare con equilibrio situazioni spesso caratterizzate da tensioni reciproche.
Secondo il legale, la vicenda sarebbe stata inizialmente rappresentata in modo parziale, mentre gli elementi emersi nel corso del procedimento avrebbero restituito un quadro più articolato, lontano da una semplice ipotesi di persecuzione unilaterale. “Ringrazio i carabinieri di Mattinata per la professionalità ed il senso di umanità dimostrato”, ha concluso l’avvocato.
Indagini ancora aperte
La revoca della misura cautelare non chiude comunque il procedimento, che prosegue con ulteriori accertamenti. Il caso resta dunque al vaglio dell’autorità giudiziaria, chiamata a fare piena luce su una vicenda che, allo stato, appare segnata da un clima di forte tensione tra le famiglie coinvolte.











