Duro affondo del consigliere comunale Nunzio Angiola contro l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo. A due anni e sette mesi dall’insediamento, l’esponente politico traccia un bilancio fortemente negativo, parlando apertamente di “tirare a campare” e di assenza totale di progettualità.
“Nulla cosmico e nessuna visione”
“Due anni e sette mesi di nulla cosmico”, esordisce Angiola, denunciando quella che definisce una mancanza sistematica di entusiasmo e di visione per il futuro della città. Tra le principali criticità segnalate, il blocco del Piano Urbanistico Generale, ritenuto fondamentale per lo sviluppo di Foggia.
Secondo il consigliere, mancherebbero inoltre politiche concrete su scuola, tutela degli animali, abbattimento delle barriere architettoniche e sicurezza stradale, così come un piano industriale per le società partecipate e una strategia per lo sviluppo economico e l’occupazione.
PNRR e legalità nel mirino
Particolarmente severo il giudizio sulla gestione dei fondi PNRR, con il rischio – secondo Angiola – di perdere risorse destinate alla rimozione dei ghetti. “Una gestione fallimentare che priva il territorio di opportunità vitali”, afferma, ricordando anche l’iniziativa di segnalazione al Presidente della Repubblica.
Sul fronte della legalità, il consigliere punta il dito contro la situazione dell’Associazione Panunzio, ancora senza una sede adeguata, e sulla mancata risoluzione del contenzioso legato alla stele dedicata all’imprenditore ucciso dalla mafia.
Degrado urbano e servizi carenti
Nel mirino anche le condizioni quotidiane della città: buche stradali, gestione del verde ritenuta inefficace, piantumazioni non realizzate e potature fuori stagione. A questo si aggiunge, secondo Angiola, una raccolta dei rifiuti non adeguata e il mancato intervento su aree critiche come il quartiere ferrovia.
“È lo specchio di una città abbandonata”, sottolinea.
“Coalizione frammentata e litigiosa”
Infine, l’attacco si sposta sugli equilibri politici interni alla maggioranza. Angiola descrive la coalizione come “litigiosa e frammentata”, parlando di un continuo scontro su nomine e deleghe.
“Il cemento di questa alleanza non è il bene comune, ma la sopravvivenza politica”, conclude, sostenendo che l’amministrazione non sia in grado di immaginare un reale cambiamento per Foggia.











