Si accende il confronto politico a Foggia sul tema della memoria antimafia dopo la bocciatura di un emendamento dedicato a Giovanni Panunzio, imprenditore simbolo della lotta alla criminalità organizzata ucciso nel 1992. A intervenire è il consigliere comunale e segretario provinciale del movimento Cambia, Nunzio Angiola, che commenta duramente quanto accaduto, anche alla luce del comunicato diffuso oggi dall’associazione Panunzio.
“Non un incidente, ma una scelta politica”
“La bocciatura del nostro emendamento non è stato un incidente. È stata una scelta politica precisa. Ed è stata una scelta sbagliata”, afferma Angiola, sottolineando come la decisione del consiglio comunale rappresenti, a suo dire, un segnale grave per la città.
Secondo il consigliere, si sarebbe scelto di “voltare le spalle alla memoria di Giovanni Panunzio”, figura che incarna “il coraggio di chi ha detto no alla criminalità pagando con la vita”.
L’attacco alla maggioranza
Nel suo intervento, Angiola punta il dito contro chi ha votato contro l’emendamento, respingendo qualsiasi giustificazione legata ad aspetti tecnici o procedurali. “Chi ha votato contro non può nascondersi dietro cavilli o alibi procedurali. Qui non c’era da interpretare: c’era solo da scegliere. E qualcuno ha scelto male”.
Il consigliere evidenzia inoltre un elemento che ritiene particolarmente grave: la possibilità che la bocciatura sia legata alla provenienza politica della proposta. “Non è neppure lontanamente ammissibile che un emendamento di questo tipo venga bocciato per il solo fatto di provenire da un consigliere di opposizione”.
“Colpita la credibilità delle istituzioni”
Angiola parla apertamente di “chiusura” e “arroganza istituzionale”, denunciando un modo di intendere il confronto politico che, a suo avviso, mina i principi democratici.
“Sui temi della memoria e dell’antimafia non possono esistere steccati politici”, afferma, aggiungendo che decisioni di questo tipo finiscono per “indebolire la cultura della legalità e ferire la memoria collettiva della città”.
Parole dure anche sul piano politico: “Altro che antimafia sbandierata nei convegni o nei comunicati di circostanza. Qui si misura la coerenza. E qualcuno l’ha clamorosamente mancata”.
La posizione del consigliere
Il consigliere conclude ribadendo la propria linea politica: “Noi continueremo a stare da una parte sola. Quella della memoria, della dignità, della lotta vera alle mafie. Senza ambiguità. Senza ipocrisie. Continueremo a stare dalla parte di Giovanni Panunzio”.
Un intervento che si inserisce nel dibattito cittadino già alimentato dalla presa di posizione dell’associazione Panunzio e che riporta al centro il tema della memoria antimafia e del ruolo delle istituzioni locali.









