È finita davanti al Tribunale amministrativo regionale la vicenda della lista civica “Obiettivo Mattinata”, esclusa dalle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 per un eccesso di sottoscrizioni. I promotori, guidati dal candidato sindaco Pasquale Arena, hanno presentato un ricorso urgente per ottenere l’annullamento del provvedimento e la riammissione alla competizione elettorale.
L’esclusione per troppe firme
Alla base della decisione della Sottocommissione elettorale circondariale di Manfredonia c’è un dato numerico: 140 sottoscrizioni raccolte a sostegno della lista, contro un limite massimo di 120 previsto dalla legge per i comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti
Un eccesso che, secondo la normativa vigente, ha portato alla non ammissione della lista, formalizzata con verbale del 25 aprile scorso.
Il ruolo del Comune e il “caso Halley”
Ma è proprio su questo punto che si concentra la difesa dei ricorrenti. Nel ricorso si evidenzia come i delegati della lista, al momento della presentazione – avvenuta con circa 19 ore di anticipo rispetto alla scadenza – abbiano chiesto supporto all’ufficio elettorale comunale
Secondo quanto riportato, il funzionario incaricato avrebbe inserito i nominativi nel sistema informatico “Halley”, utilizzato per la gestione delle certificazioni elettorali. Il software, pur escludendo automaticamente eventuali firme duplicate, non avrebbe segnalato il superamento del limite massimo di sottoscrizioni
Anzi, sempre secondo la ricostruzione, il sistema avrebbe consentito l’inserimento fino a 140 nominativi senza alcun alert, inducendo i presentatori a ritenere legittima l’operazione.
“Indotti in errore”: la linea difensiva
Nel ricorso si parla esplicitamente di “legittimo affidamento”. I promotori sostengono di essere stati indotti in errore dal comportamento attivo del funzionario comunale, che non avrebbe segnalato l’irregolarità né al momento della consegna né nelle fasi successive
Una circostanza ritenuta decisiva: se fosse stato evidenziato il superamento del limite, spiegano i ricorrenti, sarebbe stato possibile ridurre immediatamente il numero delle firme entro i parametri previsti dalla legge, evitando l’esclusione.
Pluralismo a rischio e una sola lista in campo
Nel ricorso si sottolineano anche le conseguenze politiche della decisione. L’esclusione della lista “Obiettivo Mattinata” potrebbe lasciare in campo una sola lista, con il rischio concreto di mancato raggiungimento del quorum e conseguente nullità delle elezioni
Secondo i ricorrenti, si tratterebbe di un effetto opposto rispetto alla ratio della norma, che mira a garantire il pluralismo e non a limitarlo.
La richiesta al Tar
I legali chiedono al Tar Puglia di annullare il provvedimento di esclusione e disporre l’ammissione della lista, anche attraverso una soluzione alternativa: ridurre il numero delle sottoscrizioni al massimo consentito di 120
Una decisione che potrebbe arrivare in tempi rapidi, vista la natura elettorale del contenzioso.











