Il femminicidio di Stefania Rago scuote ancora Foggia e apre anche una riflessione pubblica sul tema delle armi e della violenza. A intervenire è stato l’arcivescovo della diocesi Foggia-Bovino Giorgio Ferretti, durante le celebrazioni del 25 Aprile in piazza Italia.
“Circolano troppe armi”
“Circolano troppe armi”, ha detto Ferretti, sottolineando come la diffusione di pistole nella società possa trasformarsi in un fattore di rischio concreto. Il riferimento è anche alla dinamica dell’omicidio, avvenuto con l’arma di ordinanza del marito della vittima, Antonio Fortebraccio, guardia giurata.
“Non capisco perché un professionista della sorveglianza, quando finisce il suo turno, possa portare a casa la sua arma”, ha aggiunto l’arcivescovo, auspicando che venga lasciata sul posto di lavoro per evitare tragedie.
Il dolore della città
Il presule ha parlato di una comunità “costernata e molto rattristata” per quanto accaduto, sottolineando come episodi del genere impongano una riflessione più ampia sulla società e sui modelli relazionali.
“L’amore non è possesso”
Nel suo intervento, Ferretti ha poi richiamato il significato autentico dei rapporti affettivi, denunciando una distorsione pericolosa: “Si confonde tragicamente l’amore con il possesso”.
“L’amore è dono, è promozione dell’altro – ha spiegato – mentre gelosia e possesso sono la ricerca di una felicità personale che non può nascere dalla soddisfazione dei propri bisogni”.
L’appello al cambiamento
Un messaggio chiaro, quello dell’arcivescovo, che invita a un cambio di passo culturale e sociale, a partire dal rispetto della persona e dalla responsabilità individuale.
Il delitto di via Salvemini continua così a generare reazioni e interrogativi profondi, mentre la città resta scossa da un’altra tragedia consumata tra le mura domestiche.









