Foggia si stringe nel dolore dopo l’omicidio di Annibale Carta, 42 anni, conosciuto da tutti come Dino, il personal trainer ucciso lunedì sera mentre passeggiava con il cane a pochi metri dalla sua abitazione in via Caracciolo. A intervenire, con un messaggio forte e carico di emozione, è stata la sindaca Maria Aida Episcopo, che ha affidato ai social parole di cordoglio e riflessione.
“Una città che si macchia ancora di sangue”
“Le strade della nostra città si sono macchiate di sangue, ancora una volta”, scrive la prima cittadina, evitando di entrare nel merito delle indagini ma sottolineando il sentimento diffuso tra i foggiani. Di Carta, evidenzia Episcopo, “in città si parla un gran bene, ovunque e senza riserve”, a testimonianza di una figura stimata e benvoluta.
“La vita umana non può essere calpestata”
Il passaggio più duro riguarda la condanna della violenza. “Quello che ci addolora e ci indigna è la logica aberrante che si cela dietro gesti simili”, afferma la sindaca, puntando il dito contro una mentalità che considera la vita umana priva di valore. Un pensiero che si allarga al dolore dei familiari: una moglie e due figlie che, sottolinea, “cresceranno senza il loro padre”.
Una ferita per tutta la comunità
“Ogni omicidio è una ferita aperta nel corpo della nostra città”, scrive ancora Episcopo, ricordando l’impegno di Foggia nel costruire un tessuto civile fondato su legalità e rispetto. Un percorso che, di fronte a episodi così gravi, subisce “un passo indietro che non possiamo accettare in silenzio”.
Fiducia nelle indagini e vicinanza alla famiglia
La sindaca ha espresso piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, impegnati a fare luce sull’accaduto e ad assicurare i responsabili alla giustizia. Infine, il messaggio di vicinanza alla famiglia della vittima: “Alla moglie e alle figlie va il cordoglio e la vicinanza dell’amministrazione e di un’intera città”. Una città che, ancora una volta, si trova a fare i conti con il dolore e con la necessità di reagire, senza cedere alla paura e alla rassegnazione.










