Un delitto brutale e, al momento, senza spiegazioni. Foggia si è risvegliata nell’incredulità per la morte di Annibale Carta, 42 anni, conosciuto da tutti come Dino, personal trainer molto noto negli ambienti del fitness cittadino.
L’uomo, incensurato, è stato ucciso nella serata di ieri in via Caracciolo, mentre passeggiava con il suo cane. Un killer lo ha raggiunto e ha esploso contro di lui almeno quattro colpi di pistola, uccidendolo sul colpo.
Una vittima senza ombre
Carta lavorava presso la palestra FitActive di viale degli Aviatori, di fronte all’aeroporto Gino Lisa, ed era molto conosciuto e stimato. Lascia la moglie, sposata appena due anni fa, e due figlie piccole.
La notizia della sua morte ha colpito profondamente amici, colleghi e frequentatori della palestra, dove oggi l’attività è stata sospesa in segno di lutto.
“A causa di una grave perdita che ha coinvolto la nostra realtà, la struttura resterà chiusa per l’intera giornata del 14 aprile”, si legge in un messaggio dello staff.
Il dolore della città
Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio. “Ti aspettavo al pub”, ha scritto il gestore del locale Wanted, pubblicando una foto della vittima.
Parole di sgomento anche dalle istituzioni. “Inaccettabile che a un ragazzo d’oro come Dino sia toccata una violenza così inaudita – ha dichiarato l’assessore Lorenzo Frattarolo – una vita spezzata, una famiglia distrutta, una comunità sgomenta”.
Dello stesso tenore il messaggio dell’assessora Lucia Aprile: “Come si può strappare un padre ai propri figli in questo modo? Una tragedia che lascia sgomenti un’intera comunità”.
Un giallo da chiarire
Le indagini sono affidate ai carabinieri, che stanno cercando di ricostruire la dinamica e il movente dell’agguato.
Al momento non si esclude alcuna pista. Tra le ipotesi circolate nelle prime ore anche quella di uno scambio di persona, segno di quanto la vicenda appaia difficile da spiegare.
Un omicidio che lascia solo domande e dolore, spezzando all’improvviso la vita di un uomo e il cuore di un’intera comunità che oggi fatica ancora a trovare un senso a tanta violenza.









