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Home - Morte nel ghetto, la sindaca di San Severo: “Tutti sanno, ma si fa finta di non sapere”

Morte nel ghetto, la sindaca di San Severo: “Tutti sanno, ma si fa finta di non sapere”

Duro appello a Regione e Governo: “Pronti anche allo sciopero della fame, non si può più morire nel degrado a pochi chilometri dalla città”

Di Redazione
4 Aprile 2026
in Cronaca, San Severo e Alto Tavoliere
Lidya Colangelo

Lidya Colangelo

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Un appello duro, senza sconti, che arriva dopo l’ennesima tragedia consumata nel ghetto di Torretta Antonacci. Il sindaco di San Severo, Lidya Colangelo, rompe il silenzio e denuncia una situazione definita ormai insostenibile, parlando apertamente di “un’altra morte evitabile”.

“La vergognosa situazione di Torretta Antonacci non può più essere derubricata o rimandata”, scrive la prima cittadina, puntando il dito contro un immobilismo che, secondo lei, dura da troppo tempo nonostante progetti, incontri e promesse.

“Tutti sanno, ma si fa finta di non sapere”

Nel suo intervento, Colangelo sottolinea come il problema sia noto da anni. “A pochi chilometri da San Severo esiste una situazione di cui tutti sanno ma fanno finta di non sapere”, afferma, ricordando anche l’attesa per un finanziamento che avrebbe dovuto riportare dignità e sicurezza nell’area.

Un percorso avviato con la nomina di un commissario e con il lavoro del Comune, che “ha redatto più volte i piani, seguendo pedissequamente le direttive”, incontrando Regione e organizzazioni sindacali. Poi, però, “solo silenzio”.

Responsabilità e allarme sicurezza

Il sindaco non si sottrae alle proprie responsabilità: “In qualità di sindaco di San Severo sono responsabile moralmente e penalmente di ciò che accade a Torretta Antonacci”.

Accanto al dramma sociale, Colangelo richiama anche il tema della sicurezza, citando un quadro fatto di illegalità diffusa: “clandestinità, caporalato, prostituzione, spaccio di droga, ricettazione di auto rubate”.

A questa situazione si aggiunge quella dell’Arena, altro insediamento informale, già teatro di un omicidio nelle scorse settimane.

“Si vive al limite della dignità umana”

Il cuore dell’appello riguarda le condizioni di vita. “Non posso più permettere che a pochi chilometri dal centro urbano esista un luogo in cui donne e uomini vivono in uno stato che per nulla somiglia alla dignità umana”.

Parole nette, che descrivono un contesto in cui – denuncia – si vive “al limite della legalità”.

Bonifica e fondi: le richieste a Regione e Governo

Colangelo chiede interventi immediati, a partire dalla bonifica dell’area: “Un numero impressionante di carcasse di auto, lamiere, immondizia di ogni genere”.

Il sindaco guarda anche oltre, chiedendo che Torretta Antonacci venga inserita tra le priorità, al pari di altri insediamenti come Borgo Mezzanone, già oggetto di interventi.

La minaccia dello sciopero della fame

Il passaggio finale è il più forte. “Prima di mettere il piatto a tavola domani a Pasqua, spero che chi ne ha competenza possa finalmente scrivere Torretta Antonacci tra le urgenze”.

E poi l’avvertimento: “In caso contrario, sono disposta a mobilitare il popolo e il mondo delle associazioni e iniziare lo sciopero della fame affinché qualcuno finalmente si giri anche da questa parte”.

Un grido che arriva da un territorio segnato da anni di emergenze e che, ancora una volta, chiede risposte concrete.

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Tags: caporalatodegradoemergenza socialeghettiLidya ColangeloMigrantiPoliticaPugliaSan SeveroTorretta Antonacci
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