Sono circa 560mila euro le risorse spese dal Consiglio regionale pugliese per il personale dei gruppi politici nel periodo compreso tra il voto e la proclamazione dei nuovi eletti. Una cifra finita sotto la lente della Corte dei conti, che ha avviato verifiche approfondite sui rendiconti 2025, facendo emergere possibili criticità nell’utilizzo dei fondi pubblici.
I rilievi della Corte dei conti
Come riportato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, la sezione di Controllo della Corte dei conti pugliese, presieduta da Barisano, ha evidenziato un fenomeno nuovo: diversi consiglieri avrebbero utilizzato le risorse destinate ai gruppi per attività riconducibili alla propaganda elettorale.
Un utilizzo che, secondo l’orientamento prevalente dei giudici contabili, potrebbe non essere legittimo. Per questo motivo sono stati richiesti chiarimenti e integrazioni documentali a quasi tutti i gruppi politici. In alcuni casi si tratta di irregolarità formali, in altri di questioni più rilevanti che riguardano somme consistenti.
Il caso della Lega e l’avanzo di cassa
Tra le situazioni più rilevanti figura quella del gruppo della Lega. Secondo i rilievi, le risorse non spese a fine legislatura sarebbero state utilizzate “per la programmazione e la realizzazione di manifestazioni politiche ed istituzionali sull’intero territorio”.
Una scelta che potrebbe entrare in contrasto con la legge regionale 34 del 2012, che vieta espressamente di destinare i fondi a finalità diverse e stabilisce che gli avanzi debbano essere restituiti al bilancio regionale, per essere destinati al trasporto e all’assistenza degli studenti disabili.
Contratti e comunicazione in periodo elettorale
Nel mirino anche il gruppo Misto, all’epoca guidato da Anita Maurodinoia e composto anche da Gianni Stea. Il 1° ottobre 2025, a legislatura già conclusa, è stato attivato un contratto di collaborazione per attività di comunicazione politica e gestione dei social.
La Corte sottolinea che nel periodo di par condicio è vietata la comunicazione istituzionale e chiede chiarimenti sulle attività svolte, che sembrerebbero legate alla realizzazione di un video sull’operato politico dello stesso Stea.
Situazioni analoghe – continua Gazzetta – emergono anche per il gruppo “Per” con contratti a supporto di Mauro Vizzino e dell’assessore Sebastiano Leo, tra cui uno stipulato senza firme e privo di relazione sull’attività svolta.
I casi degli avvocati e le anomalie nei rendiconti
Ulteriori criticità riguardano incarichi affidati ad avvocati. In diversi casi, le fatture presentate farebbero pensare a prestazioni legali più che a consulenze politiche o amministrative.
Nel rendiconto del Movimento 5 Stelle è stata rilevata anche una fattura pagata due volte, mentre per Fratelli d’Italia la Corte segnala una mancata corrispondenza tra le attività dichiarate e le prestazioni fatturate.
Analogo il caso di Azione, con l’incarico affidato a Francesco Spina, ex sindaco di Bisceglie, dove le fatture riporterebbero elementi tipici delle prestazioni legali.
Possibili conseguenze
In passato, situazioni simili sono state segnalate alla Procura della Repubblica. Ora i capigruppo avranno la possibilità di fornire chiarimenti per evitare eventuali contestazioni o richieste di restituzione delle somme.
La vicenda riaccende il dibattito sull’utilizzo delle risorse pubbliche da parte dei gruppi consiliari e sulla necessità di maggiore trasparenza nella gestione dei fondi.












